“La Sassuolo di Pistoni”. Con questa frase tra preoccupazione ed ironia l’ex primo cittadino Luca Caselli ha commentato uno dei tanti avvisi inerenti l’inaugurazione dell’”Aksu Doner Kebab” in via Gorizia nel quartiere Rometta; come ormai è abitudine le polemiche corrono via Facebook. Diciamo subito che il clamore suscitato da questa apertura è figlio del clima sociale ed economico dei nostri giorni;ovviamente non è una questione etnica, per un commerciante che fatica e non poco a salvaguardare la propria attività prima del colore della pelle o della fede religiosa interessa la regolarità della concorrenza. In questo senso si sono scatenati diversi negozianti cittadini che lamentano gli scarsi controlli nei confronti di questi esercizi etnici;tutto questo crea malumori tra chi è costretto ad affrontare difficoltà burocratiche tra licenze e permessi tanto da rimproverare il permissivismo concesso agli stranieri. Punto dibattuto è quello inerente le affissioni: in molti lamentano l’assenza delle autorizzazioni pubblicitarie; il non stare ai regolamenti è un aspetto che scatena polemiche e critiche. Qualcuno grida alla vergogna, mentre altri rimproverano all’attuale Amministrazione di aver reso Sassuolo una terra di conquista; comunque sia il discorso legato all’immigrazione continua ad alimentare le tensioni fra i diversi schieramenti nel civico consesso. Lapidario un messaggio di Caselli:”Questi sono stati voti determinanti per loro”, non facendo mistero della vicinanza del mondo musulmano al sistema progressista; intanto in città salgono i toni del dibattito, in attesa della vera contesa, in merito all’edificazione di una “Moschea”. Se ogni promessa è debito si animerà la disputa allorquando i seguaci di Maometto presenteranno alla Giunta il prezzo da pagare chiedendo la creazione di un Centro Culturale Islamico: solo allora si delineeranno meglio i contorni di una storia ancora in divenire ma destinata a diventare “grande”KEBABBBBBBBBBBBBBBBCIMG1230