
Indifferenza o ignoranza? Se lo stanno chiedendo a Spezzano dopo il ritrovamento di un “ritto”, ossia un’asta centimetrata che in coppia serviva a tenere su l’asticella del salto in alto. Niente di particolare se non che il “ritto” è stato ritrovato sulla sponda del torrente Fossa, in prossimità degli spogliatoi del centro sportivo Menotti, venuto alla luce in mezzo ad una discarica abusiva fatta di cemento, pezzi della vecchia pista d’atletica e cumuli d’erba tagliata. Nei giorni scorsi la zona è stata oggetto di un’azione di ripulitura da parte di una ruspa e questo ha sicuramente agevolato la scoperta di questa attrezzatura che sicuramente era al servizio dell’impianto e che, purtroppo, ha risentito il peso dei cingoli che l’hanno piegata.
I cittadini non vorrebbero che si trattasse di uno dei due “ritti” che hanno segnato la storia di questo impianto usato anche per l’atletica leggera. Il 29 giugno 1975, in occasione dell’inaugurazione di tutto l’impianto, la Società Sportiva Spezzano, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Fiorano; del Prof. Luciano Gigliotti, uno dei maggiori tecnici italiani del settore e dell’Avv. Sivelli, allora presidente della Fidal, organizzò un meeting nazionale di atletica leggera che registrò due primati italiani; il primo della 4×800 da parte del Gruppo Carabinieri di Bologna e il secondo nel salto in alto dove Giordano Ferrari del Cus Piacenza, con 2,20 (foto), eguagliò la misura già ottenuta da Enzo dal Forno. Ne parlarono tutti i giornali e l’impianto di Spezzano divenne un punto di riferimento per chi faceva atletica visto che pista e pedane erano state realizzate con un materiale simile a quello che gli atleti avrebbero trovato, l’anno dopo (1976), alle Olimpiadi di Montreal.
Per anni asticella e i due ritti sono stati usati anche dalle scuole oltre da atleti di questa specialità.
I cittadini chiedono che fine abbiano
fatto? Sono ancora in magazzino o sono stati gettati, non so da chi, sulla sponda del torrente Fossa?
Se fosse così, rilevano, ci troveremmo di fronte ad un atteggiamento non solo di mancato interesse nei confronti di un fatto sportivo importante, ma anche di non rispetto per le decine di volontari che si adoperarono per la riuscita della manifestazione e per far conoscere l’atletica leggera al grande pubblico.
Da qui la richiesta al Sindaco e ai gestori dell’impianto di poter avere una risposta mettendo a disposizione quanto è stato ritrovato e che dovrebbe essere, se è l’originale, mantenuto e non buttato via come un ferro vecchio













