
“Ho il serio e grave dubbio che la valorizzazione del Parco fluviale del Secchia rischi di diventare l’ennesima scusa per un rimpasto di cariche e incarichi in casa Pd. Per questo ho presentato alla Regione Emilia Romagna un’interrogazione, ed esigo chiarezza”.
Stefano Bargi, consigliere regionale eletto tra le file della Lega Nord, pretende di veder chiaro nel progetto di valorizzazione e nelle proposte avanzate per essa.
“L’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità “Emilia Centrale” è l’ ente pubblico istituito dalla Regione Emilia-Romagna con la Legge Regionale n. 24 del 23 dicembre 2011, che gestisce le Aree protette delle province di Modena e Reggio Emilia, cui partecipano, oltre le due provincie, i comuni interessati” – spiega l’esponente del Carroccio.
“Nei giorni scorsi la Regione – riassume Bargi – ha affidato al comitato esecutivo dell’Ente di Gestione il compito di studiare un progetto per la valorizzazione del Parco fluviale del Secchia che interessa ben 14 Comuni: in risposta ha ricevuto tre proposte da sottoporre ai 14 interessati, affinché ne venga scelta una di comune accordo.
Le tre proposte presentate riguardano: a) il solo ampliamento della cassa di espansione sul territorio; b) l’ampliamento della cassa di espansione e la valorizzazione del Parco fluviale a sud della cassa; c) la somma delle prime due proposte e in aggiunta la valorizzazione di tutto il tratto di fiume fino al Po. E’ chiaro come solo la terza proposta interessi concretamente tutti e 14 i Comuni, per cui, pur essendo la più onerosa, ne risulta scontata l’ approvazione”.
Ma il consigliere regionale leghista non ci sta, e pone alla Giunta Regionale numerose domande. Vorrei capire – spiega – “Perchè la Regione abbia demandato all’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità “Emilia Centrale” il compito di far deliberare i 14 Comuni interessati dal progetto entro la fine di marzo 2016, riservandosi il diritto di valutare solo successivamente l’esito delle decisioni prese singolarmente, e perchè lo ha fatto solo ora.
Ci sono inoltre” – prosegue Bargi – “altri buchi neri. Perchè dal 2010 il progetto non è stato mai illustrato? Quali sarebbero i costi di manutenzione e chi pagherà? Ma soprattutto, da chi è composto il comitato esecutivo dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità “Emilia Centrale” visto che le due sezioni del sito internet relative a queste cariche sono attualmente “in via di aggiornamento” e non visibili al pubblico?
Non vorrei venire a scoprire che i ruoli decisivi siano stati affidati ad appartenenti del PD rimasti “senza sedia” altrove: sarebbe una profonda scorrettezza e una presa in giro nei confronti dei cittadini, che rischiano di essere chiamati, per l’ennesima volta, a un’esborso”.













