Un gesto da condannare senza se e senza ma, sicuramente un atto esecrabile nel ricordo di chi ha dato la propria vita in nome della Liberazione. Oltraggiare un monumento alla memoria è il risultato di un fanatismo, inquinato dai veleni della politica. Una confusione storica tra filo comunisti e seguaci del fascismo, il risultato è quello di compiere atti figli di una carenza di conoscenze che si nutre di odio e reazioni che nascono da un’immagine distorta di quel che è stato, All’interno delle fazioni disposte a liberare il paese dall’occupazione nazi-fascista, talvolta, furono attuate dinamiche difficili da comprendere (rappresaglie, stupri, esecuzioni, saccheggi…): tutto questo non giustifica, certo, attacchi sconsiderati. Quanto accaduto a Rolando Rivi, seminarista martire, è tanto vivo quanto doloroso; ma proprio la figura di quel ragazzo, capace di perdonare i suoi aguzzini, costituisce un monito a guardare oltre. Si colpisce un sentimento di libertà e l’ onore di chi lo ha difeso, non c’è bisogno di bigottismo o di rigurgiti del passato: qui è stato calpestato il dono di essere liberi, fatica e conquista di chi ha combattuto per un assetto democratico. La speranza è che chi abbia dato vita a questa profanazione possa capire che prima di parlare di parte politica, sarebbe bene recuperare il senso più profondo connesso alla persona: violenza ingiustificabile che è frutto di una contrapposizione partitica acuita nel tempo; sarebbe bene smorzare i toni polemici e rispettare chi ha reso l’Italia, una TERRA LIBERA. Prima di essere di questo o quello schieramento, siamo uomini liberi: mai dimenticarci di ciò
Profanato il monumento ai caduti













