Venerdì 12 settembre lo spettacolo dedicato all’autore spagnoloIl Poesia Festival a Maranello: in occasione della ventunesima edizione della rassegna, la città ospita un omaggio a
Federico Garcia Lorca, uno dei più grandi poeti del Novecento. “Federico Garcia Lorca. Poesia, musica, danza” è lo spettacolo in scena venerdì 12 settembre alle ore 21 all’Auditorium Enzo Ferrari: un suggestivo incontro tra la potenza della poesia, la grazia della danza e la bellezza della musica, con la narrazione di Roberto Alperoli, le letture di Claudio Calafiore e gli interventi musicali di Chiara Guerra (ballo, palmas), Corrado Ponchiroli (voce, ballo, palmas), Andrea Candeli (chitarra) e Michele Serafini (flauto). Poeta, drammaturgo e regista teatrale spagnolo, Garcia Lorca raggiunse il riconoscimento internazionale come figura emblematica della generazione del ’27, un gruppo che, composto soprattutto da poeti, introdusse nella letteratura spagnola le avanguardie artistiche – come il simbolismo, il futurismo e il surrealismo – con risultati eccellenti. Sostenitore dichiarato delle forze repubblicane durante la guerra civile spagnola, fu catturato a Granada, dove si trovava ad alloggiare in casa di amici, e fucilato da uno squadrone delle forze nazionaliste nel 1936. Considerato una delle voci più originali del panorama letterario europeo, Federico Garcia Lorca è il poeta spagnolo più tradotto di tutti i tempi. La sua poesia così piena di colori, di immagini, di musica, di teatro e di metafore proviene dalla tradizione andalusa ma anche dalle avanguardie artistiche dei primi del Novecento, il surrealismo soprattutto. È su un doppio versante, popolare e colto, che si sviluppa tutta la sua opera poetica e teatrale, come si vede nei suoi primi lavori, Libro de Poemas, Canciones e Poema del cante jondo. La sensazione dell’indefinito, il mistero, la morte, le passioni violente, primitive e oscure dell’animo umano sono tematiche tipiche della lirica quanto del teatro lorchiano, una ricerca squisitamente personale che riflette la sensibilità e l’irrequietezza dell’artista. La sua poesia ha raccontato un mondo di gitani, toreri e cantastorie di cui egli conobbe e interpretò, con acceso e ispirato linguaggio, le passioni violente e istintive e il senso misterioso del dolore, dando una nuova espressione lirico-musicale all’antica favola picaresca, con un’arte al tempo stesso ingenua, vibrante e commossa
Federico Garcia Lorca, uno dei più grandi poeti del Novecento. “Federico Garcia Lorca. Poesia, musica, danza” è lo spettacolo in scena venerdì 12 settembre alle ore 21 all’Auditorium Enzo Ferrari: un suggestivo incontro tra la potenza della poesia, la grazia della danza e la bellezza della musica, con la narrazione di Roberto Alperoli, le letture di Claudio Calafiore e gli interventi musicali di Chiara Guerra (ballo, palmas), Corrado Ponchiroli (voce, ballo, palmas), Andrea Candeli (chitarra) e Michele Serafini (flauto). Poeta, drammaturgo e regista teatrale spagnolo, Garcia Lorca raggiunse il riconoscimento internazionale come figura emblematica della generazione del ’27, un gruppo che, composto soprattutto da poeti, introdusse nella letteratura spagnola le avanguardie artistiche – come il simbolismo, il futurismo e il surrealismo – con risultati eccellenti. Sostenitore dichiarato delle forze repubblicane durante la guerra civile spagnola, fu catturato a Granada, dove si trovava ad alloggiare in casa di amici, e fucilato da uno squadrone delle forze nazionaliste nel 1936. Considerato una delle voci più originali del panorama letterario europeo, Federico Garcia Lorca è il poeta spagnolo più tradotto di tutti i tempi. La sua poesia così piena di colori, di immagini, di musica, di teatro e di metafore proviene dalla tradizione andalusa ma anche dalle avanguardie artistiche dei primi del Novecento, il surrealismo soprattutto. È su un doppio versante, popolare e colto, che si sviluppa tutta la sua opera poetica e teatrale, come si vede nei suoi primi lavori, Libro de Poemas, Canciones e Poema del cante jondo. La sensazione dell’indefinito, il mistero, la morte, le passioni violente, primitive e oscure dell’animo umano sono tematiche tipiche della lirica quanto del teatro lorchiano, una ricerca squisitamente personale che riflette la sensibilità e l’irrequietezza dell’artista. La sua poesia ha raccontato un mondo di gitani, toreri e cantastorie di cui egli conobbe e interpretò, con acceso e ispirato linguaggio, le passioni violente e istintive e il senso misterioso del dolore, dando una nuova espressione lirico-musicale all’antica favola picaresca, con un’arte al tempo stesso ingenua, vibrante e commossa
Ingresso gratuito Info: https://www.poesiafestival.it/













