“Modena è ferma, ingessata da una mancata visione di sviluppo urbano, viario, economico e sociale oltre che di tutela del territorio. Dal piano periferie alla casa della salute, dall’area stazione alla manifattura tabacchi alla zona tempio stazione al villaggio artigiano e alla sua diagonale. Dalle ex fonderie alla stazione provinciale. Altro che città in movimento descritta da Muzzarelli a fine anno. La propaganda delle amministrazioni PD in Comune ed in regione dipinge una realtà lontana da quella reale”
Il Consigliere provinciale e candidato nella lista di Forza Italia Antonio Platis ha smontato punto su punto, nella conferenza stampa che si è tenuta oggi a Modena presso la sede della provincia, le dichiarazioni del sindaco Giancarlo Muzzarelli a fine anno sui progetti per la città e la sicurezza e nella sua veste di sostenitore della campagna elettorale di Bonaccini con spot registrati poco opportunamente dalla sua stanza da sindaco”
“Nel bilancio di fine anno il Sindaco di Modena ha dipinto l’immagine di una città sicura ed in movimento; una immagine ben lontana dalla realtà dei fatti. Nascondendo le promesse non onorate e omettendo di ricordare i problemi e le criticità. Tra queste, quelle legate ai dati sulla sicurezza, o meglio dell’insicurezza, che hanno fatto precipitare la provincia agli ultimi posti della classifica delle 107 province italiane. 
Continuare a ripetere che i furti sono in calo quando si parte da una base da record italiano, pari a 20 al giorno denunciati nel solo comune di Modena, significa prendere in giro i cittadini.
Insicurezza che è anche sul piano territoriale e del rischio idrogeologico.
Il 2019 si chiude con un numero record di emergenze legate alle piene dei fiumi che soprattutto nel tratto modenese del Secchia hanno confermato l’elevato stato di rischio. Causato da responsabilità politiche gravi. Sia sul piano regionale che provinciale e comunale. Sul piano regionale, con l’assenza decennale di interventi di programmazione prevenzione e
manutenzione, iniziati solo dopo la devastante alluvione del 2014, provinciale, con la mancanza di un progetto di adeguamento di Ponte Alto, e con i ritardi ormai decennali, nella realizzazione, annunciato dal sindaco ed ex presidente della provincia Muzzarelli, del ponte dell’Uccellino. I due ponti costantemente a rischio e chiusi anche in occasione di piena piccola.
E’ chiaro che su questi fronti intendiamo cambiare rotta accelerando sui progetti rimasti al palo e avviando una programmazione di lungo periodo per fronteggiare l’emergenza e riportarla a livelli di eccezionalità e non di normalità. Questo con un tavolo permanente di tutti i soggetti istituzionali e anche privati per la programmazione degli interventi, controllo e prevenzione.
Rigenerazione Urbana e Piano Periferie
Non c’è stato il superamento della sostanziale frattura tra Centro Storico e Zona Nord, rappresentata dalla linea ferroviaria, attraverso il prolungamento del sottopasso ferroviario verso il centro storico, dalla porta nord a piazza Dante la connessione con la zona di viale Gramsci. Non c’è stato alcun avvio al progetto di riqualificazione dell’area stazione e dello scalo merci, annunciato per fine 2018 dal sindaco nella conferenza stampa insieme all’Assessore Filippi del 26 aprile 2018. La strada canaletto doveva secondo i programmi essere stata trasformata in un boulevard. E’ ancora tra le arterie più disastrate e pericolose della città
L’area dell’ex mercato bestiame è ferma da 20 anni, nessuna opera a servizio della mobilità sostenibile è stato realizzata. La Casa della salute doveva inaugurare un anno e mezzo fa ed il cantiere è fermo. La medicina dello sport all’R-nord non c’è. Il data center è l’unica struttura che ha preso il via ma è ferma al primo stralcio dei lavori cattedrale in un deserto di degrado dell’ex mercato bestiame dove la scuola innovativa sul territorio comunale, ripromessa dopo 20 anni di annuncio a vuoto, non ha nemmeno un progetto. Sempre nel piano periferie il centro disabili nella palazzina da 37 appartamenti, è al palo. Il progetto è stato presentato due anni fa, il cantiere un anno e mezzo fa è stato affidato. Dopo poco consegna dei lavori e inaugurazione di un cantiere che non è mai partito. Il tutto in una zona per la quale era stato promesso l’incremento della
videosorveglianza e maggiore sicurezza. Oggi la zona tra ex mercato bestiame, via Canaletto, Gramsci, XXII aprile è rimasta, insieme alla tempio stazione, tra le più a rischio della città per
spaccio, presenza di stranieri irregolari prostituzione.
Diagonale e villaggio artigiano
Dopo anni dalla chiusura del tratto di linea ferroviaria storica che ha aperto l’opportunità di ricucire la città, questa opportunità non è stata colta. Nulla è stato fatto. E al di la della annunciata e futura messa a bando della realizzazione del percorso ciclabile sulla sede dell’ex ferrovia (progetto al ribasso e banale che non ricucirà la città), si tratta di un progetto scollegato e sganciato da quello che dovrebbe esserci e ancora non c’è. Un Piano di riqualificazione di lungo respiro per il villaggio artigiano. Che dopo l’abbandono della sua vocazione deve riacquistare la propria identità con commercio di vicinato e botteghe artigianali e servizi di zona. Utilizzando i fondi che per la rigenerazione urbana la regione può mettere a disposizione
In conclusione – afferma Platis – la propaganda del sindaco e del candidato presidente della regione su sicurezza e riqualificazione urbana è smentita dai fatti e dalla realtà. Modena ha fatto passi indietro sulla sicurezza e si è fermata sul piano delle rigenerazioni urbane. E il tutto perché manca una visione di futuro e di comunità. Altro che Modena in movimento e compatta. Questa è solo nei desiderata di chi, come Bonaccini e Muzzarelli, nascondono la realtà oltre al simbolo del PD. La mancata alternanza nel governo della regione ha lasciato la città senza prospettive di futuro Con gli strumenti, le risorse e le competenze della Regione vogliamo davvero, una volta al governo, dare una svolta ai grandi progetti di sviluppo e rigenerazione urbana.
Chiaro che su questi fronti intendiamo cambiare rotta accelerando sui progetti rimasti al palo, cancellando la nuova devastante legge urbanistica regionale, avviando una programmazione di lungo periodo per fronteggiare l’emergenza e riportarla a livelli di eccezionalità e non di normalità. Questo attraverso un tavolo permanente di tutti i soggetti istituzionali e anche privati per la programmazione degli interventi, controllo e prevenzione













