Nel consiglio comunale di ieri i partiti di opposizione hanno presentato un ODG in Consiglio Comunale, che é stato approvato all’unanimità, sul Giorno del Ricordo, per chiedere che continuino le iniziative volte a fare conoscere i tragici avvenimenti che sconvolsero le terre di Istria, Fiume e Dalmazia, prima e dopo la fine della seconda guerra mondiale.
La storia di un popolo e la storia di un popolo legato ad un territorio è scritta negli avvenimenti di cui è stato protagonista, a volte vittima, a volte motore del proprio destino e quindi attore principale.
Non vi è dubbio che le vicende legate alle violenze che si scatenarono prima e dopo la fine della seconda guerra mondiale nelle terre italiane di Istria, Fiume e Dalmazia sono particolarmente dolorose perché inquadrate in un tentativo di cancellazione della identità italiana, anche attraverso stragi e massacri ideati proprio per arrivare a questo scopo.
Terrorizzare la popolazione, eliminare le personalità “scomode” ed indurre alla fuga tutti gli altri, quello fu il senso delle operazioni violente condotte dalle truppe titine che purtroppo arrivarono in parte a raggiungere
lo scopo che si prefiggevano, furono più di 300.000 gli italiani costretti a lasciare la loro terra e a non farvi più ritorno.
vIcende tragiche come queste diventano parte integrante della storia di una comunità, di un popolo, di una nazione. Di tutta una Nazione e non solo di una parte, anche perché la Storia si può arricchire di nuovi documenti, di nuovi approfondimenti, di studi meticolosi e più aggiornati ma la Storia non si cancella. Un esodo resta tale, l’italianità di queste terre resta come un marchio indelebile, impresso sui monumenti, sulle strade, sulle coste e nulla o nessuno possono cambiare secoli e millenni di Storia. Questo rende vano ed inutile ogni stupido tentativo di revisionismo, basato non sulla verità storica ma viziato da un pregiudizio antistorico e fuorviante, perché volto a negare o minimizzare avvenimenti che nessuno storico serio potrebbe ignorare, quando 300 o 350.000 persone scappano dalle loro terre per non farvi più ritorno non è per qualche ,pur deprecabile, vendetta privata o politica ma è sotto la minaccia di
uno sterminio programmato, di una violenza diffusa e non certo fatta di episodi isolati.
Il voto unanime è un bel segnale per chi auspica che il ricordo e la memoria delle vicende storiche siano patrimonio di tutta la Nazione e dell’intero popolo italiano, con lo stesso spirito avevo chiesto l’anno scorso in Consiglio Comunale un voto per l’intitolazione di una via a Norma Cossetto che l’ aula aveva approvato in uno spirito unitario di cui ancora ringrazio i colleghi, in attesa che la commissione toponomastica completi l’iter iniziato in sede consiliare.
Lo stesso spirito con cui presenzierò all’iniziativa “Modena ricorda i Martiri delle foibe” che si terrà sabato pomeriggio alle 17,45 in Piazzale N. Bruni, davanti al Monumento che ricorda le vittime della pulizia etnica titina, un’iniziativa presa da alcune associazioni, con il patrocinio del Comitato 10 febbraio, senza simboli politici, come é giusto che sia













