La sera di lunedì 9 ottobre, per il 60° anniversario della rovinosa frana che colpì il Vajont e che costò la vita a 2 mila persone, il celebre monologo di Marco Paolini dedicato alla vicenda, diventerà un racconto corale che coinvolgerà in contemporanea oltre 100 teatri in Italia e in Europa e in moltissimi altri luoghi di cultura. Tra questi ci sarà anche il BLA, la struttura che ospita la biblioteca comunale di Fiorano Modenese.
“Il Racconto del Vajont – spiegano gli organizzatori – è stato trasformato in testo corale per essere letto con semplicità insieme, anche in pochi, dove si vuole. Al BLA inizieremo alle 21.00 con chi vorrà esserci: non occorre fare prove o avere esperienza: basta leggere anche una piccola parte. Possono aderire singole persone, famiglie e associazioni confermando prima la presenza alla mail biblioteca@fiorano.it o venendo direttamente. Speriamo di essere in tanti, l’iniziativa è aperta a tutti”. Al progetto – sostenuto dalla trasmissione Caterpillar di Radio2 – oltre ai teatri partecipano luoghi e istituti culturali e di confronto civico di tutta Italia. Alle 22.39, l’ora in cui la montagna è franata nella diga, ogni lettura cesserà per lasciare uno spazio al silenzio.
L’appuntamento non è solo un modo di ricordare, come spiega lo stesso Paolini che ha chiamato a raccolta il teatro italiano: «A ogni catastrofe sentiamo ripetere parole che non servono a impedirne altre. Noi non siamo scienziati, né ingegneri, né giudici. Ma sappiamo che il racconto attiva l’algoritmo più potente della nostra specie: i sentimenti, le emozioni. Leve che lasciano segni durevoli, che avvicinano chi è lontano. Sono la colla di un corpo sociale e ora ci servono per affrontare il futuro. Non è difficile immaginare che ci saranno altre emergenze. E allora accanto alla Protezione Civile, ci serve una Prevenzione Civile. Un evento corale può dare sentimento al coraggio di affrontare la sfida delle conseguenze del riscaldamento climatico. Può dare sentimento alla ragione e alla saggezza di scegliere gli interventi da fare in base a un principio di tutela della vita, della salute, del bene comune, di riduzione del rischio».













