Imprese in difficoltà, Ori Daniele e Ghelfi Riad (Patto per il Nord Emilia): “Governo e Regione smettano di voltarsi dall’altra parte. Le aziende del territorio non possono essere lasciate sole.

I dati diffusi dalla CNA e rilanciati dal presidente Cesare Galavotti non sono semplici numeri: sono il segnale concreto di un sistema produttivo che sta entrando in sofferenza mentre la politica continua a muoversi con ritardo.
Ordini in calo per il 40% delle imprese, fatturato in diminuzione, rincari dell’energia fino al 60% e materie prime come rame, ferro e alluminio con aumenti a due cifre. A questo si aggiungono i costi di spedizione e carburanti oltre i due euro al litro. Tutti elementi che stanno rallentando la produzione e mettendo in difficoltà migliaia di artigiani e piccole imprese.
Il presidente di CNA Galavotti ha fatto bene a denunciare con chiarezza questa situazione: il mondo produttivo del territorio sta pagando il prezzo di tensioni internazionali e di un sistema energetico che in Italia resta tra i più costosi d’Europa.
Quello che però manca, ancora una volta, è una risposta politica all’altezza della situazione.
Il Governo continua a parlare di crescita mentre le imprese vedono aumentare bollette, carburanti e costi di produzione. Non si può pensare di difendere il sistema industriale del Nord senza una strategia seria sull’energia e senza interventi immediati per ridurre il costo del lavoro e della produzione.
Ma anche la Regione Emilia-Romagna non può continuare a limitarsi ad osservare. Da anni si riempie la bocca con parole come innovazione, sostenibilità e transizione energetica, ma quando le imprese chiedono interventi concreti per affrontare l’aumento dei costi e le difficoltà di approvvigionamento, le risposte sono lente e insufficienti.
Le imprese emiliane non chiedono assistenzialismo. Chiedono condizioni per poter lavorare e competere.
 
Per questo Patto per il nord Emilia ribadisce con forza che è necessario cambiare approccio: servono politiche economiche che mettano davvero al centro i territori produttivi.
Occorre intervenire subito su tre fronti:
 • ridurre il costo dell’energia per le imprese, oggi tra i più alti d’Europa
 • fermare la speculazione sui carburanti e sulle materie prime
 • garantire maggiore autonomia economica e fiscale ai territori che producono ricchezza
Il Nord è il motore economico del Paese. Se le sue imprese rallentano, rallenta tutta l’Italia.
Continuare a ignorare gli allarmi lanciati dalle associazioni di categoria, come quello di Galavotti, sarebbe un errore gravissimo