“E poi non si dovrebbe paragonare la destra italiana al fascismo? Quello che propone Bargi è un revival delle leggi fascistissime e dei censimenti razzisti delle popolazioni rom, sinti ed ebree nelle nostre città. È la nostra stessa Costituzione che ci ricorda che “tutte le persone sono uguali davanti alla legge”: per censire le persone straniere, da Bargi definite “perfetti sconosciuti davanti allo Stato”, bisognerebbe invece applicare la profilazione razziale, e identificarle solo basandosi sul colore della pelle o sui lineamenti.
Se davvero il consigliere fosse interessato all’inclusione di chi oggi è costretto ai margini della nostra società, forse chiederebbe ai suoi esponenti di governo di varare leggi sulla cittadinanza più aperte. O forse si lamenterebbe del suo ex segretario di partito, Umberto Bossi, a causa del quale abbiamo oggi la legge Bossi-Fini che regolarizza lo sfruttamento delle persone giunte in Italia per lavorare e costrette invece all’illegalità da un sistema fallace. O anche, proporrebbe di sostenere maggiormente il Terzo settore locale e potenziare le commissioni territoriali, che si occupano in prima battuta di chi arriva sul nostro territorio.
Potrebbe fare tutto questo, invece di scrivere fesserie pericolose sui giornali.“
Le dichiarazioni, di Stefano Bargi (Lega), che hanno acceso la polemica
“La politica del Partito Democratico e la retorica demagogica relativa all’inclusione ad ogni costo, hanno fallito e le conseguenze sono a carico della comunità – tuona Bargi – Le ultime notizie di cronaca dipingono in maniera fedele una situazione, troppo a lungo tacitata dalle pravde di regime, relativa al degrado nelle nostre città ormai letteralmente fuori controllo. E’ inaccettabile: i nostri cittadini non si sentono più sicuri ed evitano di uscire di casa per paura di essere importunati da gente che non si capisce a quale titolo debba stare sul nostro territorio – attacca Bargi che poi incalza – La politica ha il dovere di non rimanere testimoni inermi e passivi al cospetto di perfetti sconosciuti che si stanno appropriando degli spazi pubblici che i cittadini contribuiscono a mantenere per se stessi e per i loro figli. Per questa ragione la Lega propone un censimento degli stranieri sul territorio che ci consenta di capire chi siano questi individui e di quale nobile mansione si occupino. Troppe Città sono ormai ostaggio di ignoti che vagano per le aree più centrali, occupando parchi e aree comuni senza un lavoro e senza una fissa dimora. Troppe volte siamo testimoni passivi di notizie di cronaca nelle quali perfetti sconosciuti allo Stato delinquono e nei confronti dei quali diviene difficile prendere provvedimenti. Per loro la strada deve essere tracciata: inserimento all’interno di un percorso che li porti ad avere un lavoro, una dimora e una tracciabilità (come tutti noi), oppure lasciare il Paese “.













