“Oltre 8000 firme raccolte per dire “NO MOSCHEA”. Una mobilitazione  senza precedenti da parte della cittadinanza, il tutto dimostra il grande interesse relativo alla paventata ipotesi di costituire un centro di preghiera islamico presso il direzionale I Quadrati. Da un punto di vista squisitamente tecnico, motivi di natura urbanistica, sembrerebbero esserci impedimenti di un certo rilievo: il luogo summenzionato non avrebbe le caratteristiche idonee ad ospitare un punto di preghiera; in questo senso, occorrerà l’intervento dei vertici comunali per permettere a quell’immobile, un cambio di destinazione d’uso . Sul punto, l’ex primo cittadino sassolese, Luca Caselli osserva:” Bisogna fare chiarezza:: questo diffuso dissenso all’istituzione di un centro di preghiera islamico è un segnale per il futuro cittadino  -aggiunge – Dovrà decidere da  che parte stare: o gli interessi della città di Sassuolo o se continuare a privilegiare gli interessi elettorali; il patto tra Mesini  e la comunità islamica è lampante, la sua prima uscita da sindaco riguarda una manifestazione religiosa islamica: direi una situazione di comodo, mascherata da una difesa del diritto di culto: noi, come centrodestra difendiamo la libertà religiosa e rispondiamo in maniera credibile a certe ingannevoli provocazioni – conclude – Si fa strada una terza possibilità tra il sì ed il no alla creazione di un luogo di culto islamico: è  la più pericolosa, perché porterebbe alla creazione di una moschea abusiva, ovvero formalmente non  autorizza un centro di preghiera ma di fatto consente, con esasperato buonismo, un luogo di culto”. In merito alle moschee abusive, Giuseppe Vandelli capogruppo consiliare Lega tuona:” Manca chiarezza da parte dell’Amministrazione, la raccolta firme è un atto forte di chi non ha voglia di subire certe decisioni – prosegue – Tutto fatto di nascosto dai settori municipali competenti, è ora di ascoltare i bisogni e le richieste della cittadinanza; addirittura c’è un centro di preghiera illegittimo in via Atene -termina, ironicamente – Controlli comunali all’acqua di rose, addirittura sono esponenti delle comunità islamiche via telematica ad esternare, quello che rimane, un punto di raccolta non autorizzato dei fedeli di Allah”. Claudia Severi, anima locale di Forza Italia chiarisce:” La Chiesa, non è come la Moschea: gli islamici non hanno firmato alcuna intesa con lo Stato italiano, manca il rispetto delle regole  e quindi c’è carenza parlando di certezza e sicurezza – precisa – La nostra decisione nasce da questa continua illegalità, l’Islam è un sistema complesso ed articolato di natura politica e religiosa: principi costituzionali, continuamente, violati e violentati, in primis non c’è uguaglianza dei sessi ,, poligamia, discriminazioni…- sottolinea – Non ci sono pregiudizi, ma l’inosservanza di norme e regolamenti: siamo per un NO convinto, tutto nasce da diversi aspetti, procedurali e di merito”. La parola al primo cittadino per una decisione, sempre più lontana dal credo religioso