L’affare relativo al destino di Domenico Berardi, il quale è finito nel mirino della Lazio, tiene banco. Gli uomini mercato della società  biancoceleste hanno fatto pervenire al diretto interessato la loro proposta: 2,5 milioni di euro a stagione + bonus fino al giugno 2027.; in tal senso offerta più bassa rispetto ai 3 milioni annui percepiti in neroverde ma ci sono da mettere in conto alcuni aspetti. Primo tra tutti l’età di Mimmo, classe 1994, la sirena Champions è una vetrina davvero stimolante; la possibilità di misurarsi nella massima competizione europea per club non è cosa da poco; certamente, l’idea stuzzica il talentuoso esterno calabrese. C’è un “però”, imprescindibile, le compravendite si fanno in tre: manca un tassello, ovvero il Sassuolo e la Lazio non hanno mai avviato una vera e propria trattativa. Prima di essere un giocatore in grado di spostare  gli equilibri grazie a fantasia e tecnica, Berardi rimane un gioiello neroverde: importante non tarpare le ali verso nuove avventure e cercare di aiutare i sogni professionali dei propri tesserati, ma il Sassuolo rimane un’azienda. Spirito imprenditoriale, un pensiero al cuore ma occhio a bilanci e programmazione: precisione maniacale e lungimiranza non sempre si conciliano con i sentimenti, Giovanni Carnevali è maestro in questo. Si potrebbe discutere sul punto a lungo, ma qui sta la forza e lo spessore di un club inferiore a tanti altri per bugdet e bacino d’utenza, eppure, in grado da 10 anni di sorprendere e rendere sempre più vivo un sogno che continua a deliziarci. A volte dati e numeri non vanno in sintonia con certe emozioni, ma a pensarci bene il giocattolo Sassuolo è tale grazie a visioni costruite su una solida programmazione. Tornando all’affare Berardi, tutto ruota attorno ad una parola che riassume il mondo neroverde: credibilità… In tal senso privarsi del giocatore simbolo della squadra, autentica certezza, per 20 milioni di euro più il cartellino di una contropartita tecnica individuata nel giovane attaccante Matteo Cancellieri pone troppi interrogativi, offerta pensata dall’entourage di LOTITO. Lasciare partire i calciatori migliori fa parta di una certa filosofia aziendale, ma rimane necessario sostituirli con giocatori pronti ad offrire un certo tipo di prestazioni in nome di una certa continuità di rendimento. Mister Dionisi ha ribadito l’importanza di inserire nel gruppo oltre a calciatori da formare e far crescere, anche atleti capaci di dare nell’immediato un aiuto concreto alla squadra. L’esperienza insegna, le diverse partenze, in primis di Scamacca e Raspadori, hanno lasciato il segno: cedere per far quadrare i conti, ma bisogna riuscire a rimpiazzare. Tutto questo ha un nome: garanzia e firma del direttore generale nonchè ad, Giovanni Carnevali.