“Che fine ha fatto il cinema invernale?”. L’interrogativo è posto da Camilla Nizzoli, consigliere comunale di minoranza che aggiunge:”Assessore, l’inverno è alle porte com’è messa con l’Auditorium Bertoli?”. Destinataria di queste domande è l’enfant prodige della politica sassolese, Giulia Pigoni, che il 14 agosto 2014 annunciò l’imminente affidamento della gestione della struttura di via Pia per la realizzazione di una rassegna cinematografica in città per ovviare all’assenza di una sala dedicata al grande schermo. Affermazioni della giovane renziana, sulle ali dell’entusiasmo, dovute all’alto indice di gradimento riscosso dal programma del cinema estivo presso Villa Giacobazzi: se ogni promessa è debito, allora Sgp è in buona compagnia. Mettendo da parte i tanti problemi che affliggono la città, vicenda Intoccabili in primis, basta pensare alla Cultura per accorgersi del vuoto disarmante presente in città:tanti gli impegni disattesi. A dire la verità era emersa l’idea di affidare al sodalizio Concretamente Sassuolo, politicamente schierato a sinistra, la programmazione cinematografica e non solo dello spazio culturale di via Pia; ma la cosa ha creato non poco imbarazzo per il chiaro conflitto di interesse. Tante parole e pochi fatti, Sassuolo ha rottamato la Cultura: ancora senza cinema, magari si allestisce uno schermo gigante con tanto di tensostruttura come accaduto in passato per altre emergenze e il gioco è fatto: ennesimo ripiego e altro stratagemma per procrastinare.

Warszawa 14.04.2005 r. Konferencja prasowa w zwi¹zku z uruchomieniem nowego programu Telewizji Polskiej TVP Kultura. Nz.: Prezes TVP Jan Dworak.
PAP/Bart³omiej Zborowski
bz/bp
La vicenda Carani può essere rimandata e ritardata, ma emerge sempre in modo forte e prepotente come una sorta di Araba Fenice. Il passato ritorna con la sua storia di vita comunitaria gettando ombre sul futuro del Teatro… O la Kultura come marchio ideologico o città spenta: sì, concretamente funziona così…













