La chiusura rappresenta una perdita consistente per gli studenti universitari e i giovani tecnici formati dagli ITS; suggestivo un Hub pubblico-privato.

 

Nei cinque anni di attività, l’Innovation Hub ha offerto numerose opportunità di crescita e occupazione ai giovani tecnici e ingegneri formati sul territorio.

“L’Innovation Hub – spiega Nostrini – ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni innovative, grazie anche alla stretta collaborazione con le facoltà di ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Questa sinergia tra università e azienda ha generato molteplici benefici: gli studenti hanno potuto applicare le loro conoscenze teoriche in contesti pratici di alto livello, partecipando a progetti di ricerca e sviluppo che li hanno preparati ad affrontare le sfide del mondo del lavoro”.

“La chiusura di questo centro non è una buona notizia, né per i giovani né per il sistema università-lavoro – continua Nostrini – i giovani ingegneri e tecnici che hanno investito tempo e risorse nella loro formazione rischiano di vedere svanire le opportunità di un lavoro qualificato”.

È essenziale evidenziare come le 700 imprese del distretto della Meccatronica di Reggio Emilia abbiano ottenuto risultati straordinari negli ultimi anni, con aumenti significativi delle esportazioni e un saldo della bilancia commerciale sempre positivo.

 “Questi successi – conclude il Presidente di Italia del Futuro – dimostrano che la produttività non è tanto una questione di contesto geografico, ma di visione strategica e di volontà della politica industriale”.

“Consapevole che un appello a Stellantis cadrebbe nel vuoto, faccio un appello ai tanti imprenditori del territorio e alla futura amministrazione di Modena, per la creazione di un Hub tecnologico che unisca le energie del pubblico e del privato”.