E’ iniziata la settimana che porterà alla sfida di domenica pomeriggio al Mapei Stadium tra Sassuolo e Milan: gara che potrebbe segnare il ritorno dello Scudetto in casa rossonera. Inutile e superfluo parlare della grande attesa fra gli sportivi, ma in città si vive un’atmosfera particolare fra gli appassionati neroverdi. La partita di campionato che chiuderà la stagione agonistica racchiude in sé significati lontani da contenuti tecnici o tattici. Questioni inerenti un determinato atteggiamento che coinvolge rispetto professionale, meriti atletici e più in generale la credibilità di un sistema troppe volte bersaglio di velenosi attacchi: con quale spirito scenderà in campo la formazione neroverde? Tra i simpatizzanti sassolesi si nasconde la paura si possa assistere ad un collettivo già in vacanza, vittima di strane manovre e di preordinati giochi di potere: padroni di casa preda di interessi di palazzo con conseguente agevole passerella per la truppa di Pioli? Vogliamo fortemente credere nella più completa onestà: il patron Squinzi grande sostenitore milanista cosa avrebbe pensato?
Il titolo in caso di successo della squadra di mister Dionisi contro il Diavolo potrebbe andare all’Inter, ma ubriacarsi il cervello con supposizioni e idee un tantino particolari potrebbe portarci lontano da alcune considerazioni. Venendo a queste, le motivazioni in casa Sassuolo sono forti e chiare tanto che Berardi e compagni hanno l’occasione di congedarsi nel migliore dei modi vestendo i panni di un giudizio imparziale nella contesa per la corsa al titolo: non si può pensare in maniera riduttiva ad un leggero Scansuolo pronto ad assecondare le scorribande milaniste. Bisogna ricordare lungimiranza e programmazione, qualità che hanno fornito una certa identità al progetto Sassuolo: in questi anni i colori neroverdi hanno visto passione e cuore, ma non solo. Il movimento calcistico sassolese nel suo complesso ha subito un’incisiva rivoluzione da un punto di vista gestionale: un cambiamento progressivo in ordine a intelaiatura societaria, infrastrutture, comunicazione e tanto altro hanno dato solidità e nuovi spazi al pianeta Sassuolo. Un’ascesa che ha dato visibilità a tutto il Sassuolo Calcio, popolarità e fama nonostante il mondo Sassuolo sia ancora improntato a valori legati a familiarità e genuinità: grandi meriti vanno riconosciuti all’amministratore delegato, nonchè direttore generale Giovanni Carnevali.
Competenze manageriali e capacità relazioni del suddetto alto dirigente neroverde hanno dato nuova forma al giocattolo Sassuolo, Chapeau! Una dimensione rivista in chiave moderna, accattivante e commerciale…Si potrebbe discutere ancora su questo punto, ma alla fine in campo ci vanno i giocatori così che l’aspetto tecnico – tattico rimane importante e da questo punto di vista il Sassuolo dispone di un potenziale insidioso per Theo e compagni. Buona sfida a tutti, lealtà e correttezza sono marchi di fabbrica : una miscela che profuma di responsabilità e controlla le emozioni













