Non contestata la matrice terroristica, ma Modena è scossa

Non contestata la matrice terroristica, ma Modena è scossa

 

Vicinanza ai feriti espressa dal capo dello Stato, Sergio Mattarella e dalla premier Giorgia Meloni in visita oggi all’ospedale di Baggiovara e al Maggiore di Bologna; a Modena anche il ministro Piantedosi e la segretaria Pd Elly Schlein. Inutile, sostenere di evitare di non generalizzare: Modena si sente ferita, violentata e colpita al cuore; un plauso alle quattro persone, tra cui due egiziani, che con coraggio ed immenso senso civico hanno fermato l’assalitore. La persona che ha seminato il terrore nel centro cittadino, a pochi passi dalla Ghirlandina, è Salim El Koudri cui la Procura, per il momento, non contesta la matrice terroristica del gesto. L’ attentatore si è avvalso della facoltà di non rispondere, difficile capire i motivi di un’azione orrenda, probabilmente l’atto compiuto sarebbe riconducibile a problemi di natura psichica dell’uomo il quale era stato seguito in precedenza da un centro di salute mentale. Un’azione di questo tipo non può essere giustificata; Salim non era radicalizzato, da una perquisizione non risulterebbero contatti con cellule terroristiche, proviene da una buona famiglia ma nessuno può dire, al di là delle contestazioni giudiziarie, che qualunque cristiano avrebbe potuto essere alla guida dell’auto. Quanto avvenuto è frutto di una scelta bella e buona, non parliamo di razze o religioni, il solo pensiero di associare un’entità divina, qualunque essa sia, a sangue e morte resta raccapricciante. Quanto accaduto, anche se indirettamente, non possiamo e non vogliamo esprimere giudizi tecnici che spettano a persone preparate e competenti in materia, è un riflesso della ” guerra di civiltà” in atto tra Occidente e Islam. Sulla strada di una funzionale integrazione si pone questo episodio: da rifiutare una sterile e brutale demagogia, ma anche da condannare un buonismo fuori da ogni logica. Mettiamo da parte le polemiche, è il momento di stringerci simbolicamente vicino ai feriti e a quanti scossi da questa violenza; comunque  sia, non si può rimanere ostaggio di un modo di pensare e di agire che non fa parte della nostra cultura. Cara Sassuolo, Modena non è lontana; la minaccia c’è e va oltre le scritte contro un assessore, la libertà non si vende

 
 
 
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