Avv. Falleti                              Avv. Iannucelli

 “Questa piazza invita ad andare avanti, bello vedere tanta solidarietà; c’è gente che non vuole voltarsi dall’altra parte, dico alle istituzioni di non abbandonarmi: scendete cari signori dal vostro piedistallo, venitevi a sedere dove mi siedo io, camminate con le mie scarpe, dormite nel mio divano come faccio io tutte le sere”. Parole forti tra rabbia e determinazione quelle di Roberta Carassai, madre di Alessandro Venturelli; comprensibile il rammarico di una mamma, la quale attende risposte e verità da 40 mesi. “Non voglio la pietà di alcuna persona, ma  chi ha il dovere di aiutarmi deve cominciare a farlo in maniera seria e responsabile – continua Roberta -Ho inviato messaggi ad autorità politiche regionali, ma anche nazionali senza ricevere alcun riscontro: il silenzio continua a ferire e a fare male”. La madre coraggio, puntualizza:” C’è ancora qualcuno che si permette di ritenere quello di Alessandro un allontanamento volontario, di sostenere le tesi più disparate – sottolinea – A chi cerca di dispensare perle di saggezza, dico che c’è tanto da fare e le certezze restano poche”. Su una questione, la nostra interlocutrice riferisce:” Non sono stati rispettati i miei diritti di conoscere la verità, io cittadina che ad un’ora dalla sparizione di mio figlio avevo depositato la denuncia della sua scomparsa –  conclude -Sempre più difficile trovare un senso alla mia continua ricerca, ma io non mi fermerò mai, andrò avanti;  ho il cuore a pezzi, un dolore che uccide e sapere che ci sono stati errori nelle ricerche aumenta il rammarico: non smettete di cercare”. Un appello a cui oggi ha dato voce la vasta partecipazione a Modena, in piazza Matteotti: diverse centinaia di persone hanno manifestato vicinanza a familiari ed amici di Alessandro per dire no all’archiviazione del caso. A proposito, uno dei legali della famiglia Venturelli, avv. Claudio Falleti  dice:” Crediamo nella giustizia e nell’applicazione delle leggi – precisa – Il prossimo 3o aprile ci sarà la pronuncia in merito alla richiesta legata all’archiviazione da parte della Procura, ma la scomparsa di Alessandro non deve essere considerata volontaria – chiarisce – Per questo, il ragazzo va cercato ovunque attraverso indagini serie e meticolose; chiudere il fascicolo vorrebbe dire perdere degli strumenti per arrivare alla verità, una cosa sono le ricerche personali, altra cosa per forza ed intensità le inchieste di organi istituzionali –  termina – La speranza è che venga concesso un ulteriore termine per approfondire e valutare elementi tecnici che meritano le attenzioni finora non ricevute, penso a messaggi telematici e corrispondenze per capire con chi sia e soprattutto dove sia Alessandro”. Ferma e chiara la posizione di un’ altra esperta giurisprudenziale che tutela i Venturelli, avv. Barbara Iannucelli si esprime così:” Lo Stato deve rispetto a questa donna, merita di sapere la verità – aggiunge -E’ un problema di cultura, lo dico da addetta ai lavori – tuona – Più semplice e conveniente difendere un assassino rispetto ad aiutare i familiari di una persona scomparsa: ci sono garanzie e norme a tutela di individui che si macchiano di gravi colpe, mentre nella ricerca di  scomparsi si incontrano rinvii burocratici volti a rallentare e rimandare le proprie volontà”.

 Presente anche Marisa Degli Angeli, presidente regionale di Penelope (Associazione a sostegno di familiari ed amici delle persone scomparse): la donna attende giustizia e verità da quasi 32 anni, sua figlia Cristina Golinucci scomparve da Cesena nel settembre 1992. Da allora un vuoto silenzioso, nemmeno un corpo su cui piangere la propria disperazione; su questo, la stessa commenta:” Sapere cosa sia successo porrebbe fine ad un’ angoscia ininterrotta, la restituzione di un cadavere aiuterebbe ad elaborare la scomparsa”. Presente anche il primo cittadino di Sassuolo, Francesco Menani, il quale con gli occhi lucidi e la voce rotta dall’emozione:” Bisogna continuare a cercarlo – rivolgendosi allo scomparso – Alessandro, torna a casa; se hai bisogno, ti vengo a prendere”