“No alla fusione forzata di Marano e Spilamberto, nel vignolese. Vengano rispettate le volontà de singoli comuni”. Lo gridano a gran voce Stefano Bargi, consigliere regionale modenese della Lega Nord, e Simone Pelloni, vicesindaco di Vignola, schierandosi al fianco dei comitati “no fusione”.

“Il Gruppo Lega Nord in regione lo ha sempre detto”, spiega Bargi –“si alle fusioni, a patto che queste tengano conto delle specificità dei territori e delle volontà dei cittadini, e non siano un mero strumento di controllo per il Pd.
Proprio per difendere le singole volontà” – prosegue l’esponente del Carroccio – “la Lega Nord, firmatario Daniele Marchetti, ha proposto una variazione alla legge regionale n. 24 dell’8 luglio 1996, che regolamenta riordini territoriali, unioni e fusioni di Comuni, per garantire ai Comuni di poter esprimere la propria volontà di essere o meno “fusi” con altri, ma PD e Sel hanno bocciato proposta, impedendo ai cittadini di decidere, ed esprimere la propria volontà.
Urge” – chiosa Simone Pelloni, vicesindaco leghista di Vignola – “l’inserimento di un comma che preveda, in caso di referendum consultivo territoriale per una fusione dei comuni con maggioranza di “si”, che il voto venga considerato favorevole.
Abbiamo ancora sotto gli occhi quanto accaduto in provincia di Bologna durante la precedente legislatura, quando vi fu la fusione dei comuni della Valsamoggia: due comuni su cinque votarono contro, ma il loro voto venne ignorato. Rischiamo che nel vignolese succeda uguale, ma la Lega si batterà per difendere le reali volontà dei cittadini”:













