
Se gli spazi messi a disposizione dalla biblioteca cittadina si dimostrano sempre più insufficienti ad accogliere gli studenti universitari e servirà perciò individuarne dei nuovi, sfruttando anche i locali presenti presso le parrocchie e i circoli giovanili e sportivi, del tutto assenti sono i servizi rivolti agli studenti “fuori sede”.
Frequento Giurisprudenza a Trento e più volte in questi ultimi anni ragazzi che mi conoscevano mi hanno chiesto informazioni riguardo l’università e mi è giunta voce di ragazzi che avrebbero avuto bisogno di una mano… se solo avessero saputo che c’era qualcun altro di vicino a loro che studiava lì! Fatte salve le frequentazioni personali, infatti, il più delle volte non si sa nemmeno a chi chiedere, perché può capitare di non incontrare per parecchio tempo un vicino di casa, per poi scoprire che frequenta la tua stessa università!
Perciò propongo la creazione di un “network”, ovvero di una piattaforma su cui scambiarsi consigli e su cui sia possibile incrociare le diverse esigenze.
La cosa si può sviluppare in modo molto semplice, partendo con un registro presso la biblioteca o presso l’URP, per poi arrivare, una volta capite meglio le potenzialità, ad un’app accessibile da smartphone cui gli studenti (od i futuri studenti) possono registrarsi liberamente per chiedere o dare informazioni.
A cosa servirebbe? Orientamento universitario: i ragazzi che devono scegliere il proprio percorso potranno trovare facilmente informazioni riguardo i vari atenei; Alloggi: può capitare che un proprio concittadino si trasferisca, sia all’ultimo anno, o sia in contatto con qualcuno che lascia il proprio posto e spesso chi si trasferisce in una nuova città non sa a chi rivolgersi a riguardo (i siti di alloggi infatti non sempre presentano le offerte più convenienti, che sono accaparrabili solo da chi è già inserito in quel contesto universitario); Scambio libri di testo a prezzi agevolati; Consigli in genere riguardo il percorso universitario; Viaggi: se si studia nella stessa città e si vive nella stessa città, perché “pagare doppio” per i viaggi quando si potrebbe creare una sorta di “bla bla car” tra concittadini?
Tutto questo sarebbe anche un modo per rafforzare il senso di comunità tra cittadini (gli studenti più grandi aiuterebbero i più piccoli) e tra cittadini ed amministrazione comunale: è infatti giusto che il comune sostenga i giovani cittadini che si mettono in gioco per acquisire competenze e far crescere ancora di più la nostra città.
Spesso, sono proprio le idee semplici che migliorano la qualità della vita delle persone e sono certo che un network di questo tipo aiuterà a risolvere tante piccole e grandi difficoltà di noi pendolari dello studio.
Francesco Rossi, 21 anni, candidato per il Consiglio Comunale di Sassuolo nella lista di Forza Italia













