“La Regione riavvii in tempi brevi l’attività operativa nel punto nascite di Pavullo nel Frignano (Modena), poiché il termine promesso dal Pd durante la campagna elettorale (“entro l’estate”) è già scaduto”. Lo chiede il consigliere regionale della Lega ER, Stefano Bargi, che invita la Giunta a condividere con l’Assemblea Legislativa il parere del Ministero della Sanità sul protocollo sperimentale redatto a gennaio 2020 al tavolo di concertazione con gli amministratori dei territori interessati, che prevede il rapido avvio di un percorso, protetto e sicuro, per consentire a un largo campione di donne, su base volontaria, di partorire nei punti nascita di montagna..
Bargi punge la Regione dopo che nella notte fra il 29 ed il 30 luglio a Pievepelago si è rischiato grosso per un parto, poi fortunatamente avvenuto senza complicazioni. In quella notte ben tre mezzi di soccorso del 118, elisoccorso di Bologna compreso, sono intervenuti su un codice giallo ginecologico ostetrico. Nell’occasione sono passati più di 50 minuti prima che la donna arrivasse in volo al Policlinico di Modena dove dopo quasi tre ore ha dato alla luce la sua creatura.
“Durante la campagna elettorale delle ultime elezioni regionali- rilancia Bargi – il presidente Bonaccini aveva promesso la riapertura dei punti nascite in Appennino entro questa estate. Le promesse annunciate dal governatore hanno suscitato grande speranza nelle donne della montagna e fra gli abitanti dell’Appennino in generale, che da anni si impegnano per il mantenimento di un servizio fondamentale in area periferica. Peccato che, ad oggi, le parole del governatore siano rimaste tali e non si siano tradotte in fatti”.













