Nel 2022 il mercato statunitense delle piastrelle di ceramica ha registrato una leggera flessione, a causa di un settore residenziale rallentato dall’aumento dei tassi ipotecari e dell’inflazione, nonché dai problemi della catena di approvvigionamento e dalla carenza di manodopera.
Sulla base dei dati dell’U.S. Dept. of Commerce e di TCNA, nel 2022 il consumo di piastrelle negli Stati Uniti è stato pari a 285,4 milioni di mq, in calo dell’1,3% sul 2021.
La produzione nazionale ha continuato ad aumentare, raggiungendo gli 87,3 milioni mq, +2,3% sul 2021, di cui 82,6 milioni mq (+1%) venduti sul mercato domestico.
In volume, la quota di mercato coperta dalla produzione nazionale è salita dal 28,3% al 28,9%, confermandosi decisamente più alta di quella dei diversi Paesi esportatori: la Spagna detiene il 14,1% del consumo USA, l’Italia il 12,3%, il Messico l’11,8%.
In valore, le vendite di piastrelle “Made in USA” sul mercato domestico hanno generato ricavi pari a 1,48 miliardi di dollari (+8,6% sul 2021), ossia il 33,4% del valore totale del mercato ceramico americano, contro il 35,2% del 2021. Questa flessione è dovuta in parte all’aumento dei costi di trasporto che hanno inciso fortemente sui materiali importati e che, unito al generale rialzo dei listini dei principali fornitori, ha determinato un incremento del 17,5% del valore totale dell’import.
Il prezzo medio di vendita del prodotto nazionale è salito dai 16,61 $/mq del 2021 ai 17,86 $/mq del 2022.
In crescita anche le esportazioni statunitensi di piastrelle, salite a 4,7 milioni mq (+33,6% sul 2021), il livello più alto mai registrato. Canada e Messico si confermano le principali destinazioni, assorbendo rispettivamente il 70,5% e il 19% dell’export USA. In aumento del 30,1% a 52,6 milioni di dollari anche i ricavi generati dalle esportazioni.
Le importazioni
Dopo aver toccato nel 2021 il livello più alto in 15 anni, nel 2022 le importazioni di piastrelle negli Stati Uniti si sono fermate a 202,7 milioni mq, in flessione del 2,3% sull’anno precedente. Mentre tutti i maggiori fornitori europei (Spagna, Italia e Turchia) e sud americani (Brasile e Perù) hanno registrato una contrazione delle loro esportazioni in volume, i più importanti esportatori asiatici – India, Malaysia e Vietnam – hanno segnato incrementi a doppia cifra.
Nonostante la flessione del 12,8% a 40,2 milioni di mq, la Spagna si è comunque confermata maggiore esportatore verso gli USA in volume, con una quota sull’import totale passata dal 22,2% al 19,8%.
Secondo maggiore esportatore è l’Italia, con vendite pari a 35 milioni mq (-2,9% sul 2021) e una quota del 17,3% sull’import totale statunitense, rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 17,4% del 2021.
Al terzo posto il Messico, con vendite in crescita dell’1% a 33,7 milioni mq e una quota sull’import totale in risalita al 16,6%.
Nel 2022 l’India è entrata nella rosa dei 5 maggiori esportatori in volume negli Stati Uniti posizionandosi al quarto posto con volumi pari a 26,4 milioni mq (+30,4% sul 2021) e una quota del 13% dell’import totale USA. Segue la Turchia (24,9 milioni mq, -11%), con una quota scesa dal 13,5% al 12,3% dell’import statunitense.
Nel 2022, le importazioni di piastrelle hanno raggiunto un valore (CIF & Duty) di 2,94 miliardi di dollari, con un progresso del 17,5% sul 2021.
Maggiore esportatore in valore si è confermata ancora una volta l’Italia (888,6 milioni di dollari, +12,4%) con una quota del 30,2% sul totale. Seguono la Spagna (789 milioni di dollari, +24,5%) con una quota del 26,8%, e il Messico (267 milioni di dollari, +9%), con il 9,1% dell’import totale. La tabella 4 mostra i prezzi medi di vendita (inclusi dazi e CIF) delle piastrelle dei 10 maggiori esportatori verso gli USA, valori evidentemente influenzati dal diverso mix e tipologie di prodotti importati. Le piastrelle italiane si confermano quelle col valore più elevato, pari a 25,36 $/mq, in crescita del 15,7% rispetto ai 21,92 $/mq del 2021. Il prezzo medio delle piastrelle spagnole è aumentato del 42,6% da 13,77 $/mq a 19,64 $/mq.













