Sono giornate parecchio complicate per il futuro del Modena. Una nuvola che si aggira su Viale Monte Kosica e che impaurisce e non poco il popolo gialloblù, che vorrebbe vivere un’estate di certezze e non ancora di paura. Dopo la catastrofica retrocessione in Lega Pro, alle porte si prospetto un domani che al momento è soltanto un punto interrogativo. Dopo l’addio a Max Taibi, ad oggi non vi è un sostituto designato nel ruolo di direttore sportivo, ed anche sul fronte panchina tutto tace. Cristiano Bergodi accetterebbe di buon grado la riconferma, a patto che vi sia un progetto sportivo che lo possa stimolare, ma il problema più grosso riguarda la ricapitalizzazione del club. Antonio Caliendo è in città e a breve dovrà incontrarsi col Comune, per assicurare trasparenza e progettualità per il club. Data importante in tal senso quella
del 14 giugno, giorno nel quale vi sarà l’assemblea dei soci con l’obbligo di ricapitalizzare il patrimonio: al 31 dicembre 2015, il segno di bilancio era decisamente negativo, con 2,2 milioni di euro di perdita. Resta quindi da pagare la rata sul mutuo del “Braglia”, corrispondere ai giocatori le ultime mensilità e iscriversi alla prossima Lega Pro. Non poco













