«Le cronache sono piene, ogni giorno, di episodi di microcriminalità, con furti per strada e pestaggi, per derubare donne e pensionati di 20 o 30 euro, se non di incursioni nelle abitazioni di cittadini che, oltre ad essere derubati, vengono anche malmenati. Occorre mettere un freno a tutto questo.» Ne è convinto il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Bargi, che sottolinea come la Polizia municipale possa diventare, ancor più di quanto non lo sia ora, uno strumento di deterrenza. Questo, in sostanza, il senso dell’interrogazione presentata in Assemblea regionale, in cui Bargi ricorda al presidente del consiglio regionale e al governatore Bonaccini gli obblighi già previsti per legge per le polizie locali. «Anziché dedicare questo corpo alle semplici multe per strada o alla punizione delle persone che non aggiornano il disco orario, la Polizia municipale dovrebbe diventare uno strumento di controllo dei numerosi extracomunitari irregolari presenti sul territorio. Succede già in altre realtà, dove la Polizia municipale agisce in missioni interforze con le polizie nazionali (il ché è previsto dall’articolo 6 della legge regionale 4 del 2003, modificata nel 2013). Perché la Regione prevede nella sua normativa di privilegiare la formazione degli agenti, ed anche la concessione di contributi alle associazioni ed alle organizzazioni di volontariato, che collaborano in qualche misura con le forze dell’ordine, pur senza sostituirsi ad esse.» E viene riportato l’esempio di Sassuolo, dove gli osservatori volontari di quartiere agiscono di concerto con le forze dell’ordine, per segnalare casi o persone sospette, ed in forma di prevenzione contro potenziali crimini, come elemento di deterrenza. «Non si capisce – spiega Bargi – perché non si possano creare dei tavoli di concertazione tra prefetture, sindaci e anche Regione, in cui fare sistema contro tutti i fenomeni di criminalità che si registrano ogni giorno.»
Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna














