“VA SMANTELLATO IL MODELLO ROSSO DEI MAXI-CONTENITORI SOCIALI, COMUNE, REGIONE E COOP DEVONO FARE RETROMARCIA E PASSARE A MICRO RESIDENZE E SOSTEGNO AGLI AFFIDI FAMIGLIARI”
«Il caso delle Costellazioni e del quartiere circostante è ormai arrivato anche alla ribalta delle televisioni nazionali. Quando un problema che i residenti denunciano da anni diventa un caso nazionale, significa che non siamo più davanti a episodi isolati, ma al fallimento di un modello che va radicalmente ripensato».Lo dichiarano Antonio Platis, responsabile regionale organizzazione per FI e Giovanni Botti, coordinatore cittadino di Forza Italia Modena, intervenendo sulla situazione del complesso di via delle Costellazioni.
«Per affrontare seriamente il problema non bastano qualche telecamera, controlli più frequenti o interventi tampone. Bisogna avere il coraggio di mettere in discussione quello che definiamo il “modello Emilia-Romagna” dei grandi contenitori sociali: strutture enormi nelle quali vengono concentrate centinaia di persone con storie, fragilità ed esigenze completamente differenti. Alle Costellazioni parliamo di oltre 400 persone concentrate nello stesso complesso. È evidente che un simile modello rende estremamente difficile qualsiasi reale percorso educativo, di integrazione e di recupero».
«Una famiglia o una persona con una fragilità abitativa e sociale inviata lì dai servizi del Comune non può essere inserita indistintamente nello stesso contesto nel quale convivono persone con dipendenze, situazioni di marginalità grave, richiedenti asilo e anche minori stranieri non accompagnati. Non è una questione ideologica, ma educativa e sociale. Bisogni diversi richiedono strutture, professionalità e percorsi diversi. Ammassare le fragilità non significa prenderle in carico».
Per Platis e Botti «occorre quindi avviare un progressivo superamento delle Costellazioni così come le conosciamo oggi, distribuendo le persone in strutture più piccole, controllabili e soprattutto specializzate in base alle diverse esigenze. Solo così è possibile costruire veri percorsi di autonomia e impedire che la marginalità alimenti altra marginalità».«Un discorso particolare riguarda i minori stranieri non accompagnati. La stessa Regione riconosce oggi l’affido familiare come uno degli strumenti da rafforzare. Ma per troppi anni questa possibilità non è stata sviluppata con la forza necessaria. La Regione deve investire molto di più nella ricerca, formazione e accompagnamento delle famiglie disponibili all’affido. Per un ragazzo arrivato solo in Italia, magari dopo essere fuggito da guerre, violenze o miseria, vivere in un contesto familiare sano può rappresentare un’alternativa enormemente più efficace rispetto all’inserimento in grandi strutture segnate da marginalità e degrado».
«Via delle Costellazioni – attaccano gli azzurri – rischia invece di diventare una sorta di università della criminalità, un ambiente nel quale lo spaccio e l’illegalità possono diventare per alcuni giovani una presenza quotidiana e un modello da seguire. È esattamente l’opposto dell’integrazione e del riscatto che le istituzioni dovrebbero costruire. Servono certamente più sicurezza, controlli e repressione dello spaccio, ma sarebbe miope fermarsi a questo. Bisogna intervenire a monte. Eliminare progressivamente i maxi-contenitori, separare le diverse problematiche, creare piccole strutture educative e potenziare realmente l’affido familiare. Le Costellazioni devono diventare il punto dal quale iniziare a smantellare questo modello fallimentare voluto con forza da Comune, Regione e buona parte delle varie coop».













