Quello del Modena è un incubo che non conosce fine. Non solo una classifica vergognosa, nessuna in Lega Pro ha fatto peggio, con cinque sconfitte all’attivo su cinque gare, ma una situazione societaria, per usare un eufemismo, allucinante a fare da corollario. Impossibile vedere la luce in fondo al tunnel: l’unica soluzione sarebbe quella di cedere un pacchetto pieno di debiti (si parla di 6 milioni di euro) a Carmelo Salerno ad oggi unico interlocutore credibile. Viceversa lo spettro di un fallimento calcistico e non solo sarebbe pressoché prossimo. Ed è impossibile pensare alla prossima gara giocata. O meglio si dovrebbe, anche se il campo pare essere uno degli ultimi problemi. Coi gialloblù che giocheranno la sfida col Mestre un’altra volta a Forlì e probabilmente ancora a porte chiuse. Un qualcosa di vergognoso che continuerebbe a protrarsi alla faccia anche di quei tifosi che giusto ieri si sono presentati allo Zelocchi per chiedere chiarimenti alla squadra. “Siamo questi”, avrebbe risposto capitan Popescu e come dargli torto. Detto ciò, l’ultimo dei problemi sono i calciatori. Inadeguati finchè volete, ma completamente lasciati allo sbando. Ed entro domani, se Caliendo non versa i 625000 euro per la rata del “Braglia”, dai primi di ottobre lo sfratto diverrà solo che una logica conseguenza.