
Siamo vicini ai residenti di viale Gramsci che da anni, ormai, chiedono sicurezza e misure mirate per una zona da troppo tempo fuori controllo. Il problema più sentito è quello dello spaccio di droga ma anche quello degli ubriachi molesti. L’insicurezza ormai la fa da padrone e bene fanno i cittadini a organizzarsi in presidio chiedendo di poter riprendere a vivere la loro Città. Non è la prima volta che i residenti, sempre inascoltati dalle amministrazioni di sinistra, lanciano petizioni e chiedono interventi. Anche la polizia municipale dovrebbe intensificare i controlli. Viale Gramsci è una delle tante zone in cui la sovranità dello Stato non esiste più. Le fallimentari politiche di accoglienza delle sinistre ci hanno portato a questo punto. Interi quartieri ghetto le cui peculiarità sono l’insicurezza e il sudiciume. Occorre procedere all’identificazione degli stranieri irregolari e senza tentennamenti arrivare alla loro concreta espulsione. La legge sull’immigrazione va cambiata e inasprita rendendo certi i rimpatri. Peraltro, nei mesi scorsi, avevo anche presentato una interrogazione al Ministro dell’Interno chiedendo che la Questura di Modena fosse elevata di fascia in modo da poter fronteggiare al meglio fenomeni criminosi purtroppo in aumento, attraverso un sostanziale aumento di organico. Ma, incredibilmente, come ci è stato risposto, nel DPR 171 entrato in vigore il 15 febbraio 2020, la Questura di Modena non è stata inclusa tra quelle meritevoli di rimodulazione. Solleciterò nuovamente il Ministero affinché non si spenga l’attenzione sul tema della sicurezza che, a Modena come in tante altre città d’Italia, deve diventare priorità nell’agenda di Governo.
Enrico Aimi, senatore e capogruppo in Commissione Affari Esteri per Forza Italia














