Davide Romani, referente provinciale Lega Salvini Premier: “Prima il pestaggio. Poi le minacce di morte. È doppiamente intollerabile quello che è accaduto al nostro militante Andrea Nanetti, a cui esprimo la piena solidarietà e la totale vicinanza da parte di tutta la Lega della provincia di Modena”.
Alla vigilia dell’udienza per lesioni che ha visto oggi alla sbarra i sette presunti autori dell’assalto, è stata recapitata a Nanetti
una lettera minatoria: il cui messaggio intimidatorio non lascia spazio a interpretazioni. Non il primo atto del genere, dal momento che, proprio in concomitanza con la notifica delle denunce al gruppo, nell’agosto
scorso, erano apparse alcune scritte dello stesso tenore.
La vicenda ha avuto inizio il 26 luglio, quando Nanetti, già consigliere comunale di Correggio, ha partecipato alla fiaccolata promossa da alcune associazioni dopo lo scandalo dell’inchiesta sugli affidi di minori a Bibbiano, per poi spostarsi in piazza Pomposa per trascorrervi la serata. Qui, dopo essere stato accerchiato da un gruppo di giovani, è stato insultato e preso a calci e spintoni, rimanendo ferito con una prognosi di 13 giorni. Per quella aggressione sono finiti a processo in sette, modenesi, trentenni e ventenni, esponenti della galassia antifascista locale, conosciuti alle forze dell’ordine.
Ora la lettera: “Andrea Nanetti e Alberto Torreggiani state tranquilli se no avrete quel che meritano fascio-leghisti’, con chiari riferimenti grafici alla forca. Alberto Torreggiani è noto per essere una delle
vittime del terrorista Cesare Battisti: aveva solo 14 anni quando una rapina compiuta dai Proletari Armati per il Comunismo, gli portò via il padre e l’uso delle gambe.
“Vista la tempistica mi pare un chiaro tentativo di intimidazione e abbiamo scelto di divulgarla solo dopo l’odierno dibattimento, per evitare di intimorire i testimoni – afferma Nanetti -. Se chi ha inviato la lettera pensa di intimidirmi, ha sbagliato persona. Di intimidazioni e violenze a Modena da parte di soggetti notoriamente di estrema sinistra ce ne sono già state, ma non denunciate, evidentemente per paura di ritorsioni. Però io non voglio e non posso farmi intimorire, perché se certi fanatici si sentono impuniti ripeteranno le violenze su altri ‘colpevoli’ di pensarla diversamente. Tuttavia mi fa grande rabbia, che sia stato citato il mio amico Alberto Torregiani, che ha già subito troppo per mano del terrorismo. Ringrazio infine i miei avvocati Luca Tadolini e Antonio Baldini e la Digos per le indagini prontamente svolte”.
“Saremo sempre vicini ad Andrea e ad Alberto – conclude Romani -. Chiediamo a tutte le forze politiche, nessuna esclusa, di isolare e condannare senza se e senza ma queste pericolose frange: non fanno altro che alimentare il clima di odio e di intolleranza, nascondendosi dietro a slogan
antifascisti e antileghisti per dare impulso a bassi istinti di cieca violenza e assoluta intolleranza. Non devono trovare spazio né
giustificazione nella nostra società”.













