La sconfitta elettorale del sindaco uscente Gian Francesco Menani, candidato di centro-destra, battuto da Matteo Mesini pone alcune considerazioni. Una sfida persa senza appello, sfumato il ballottaggio, si devono analizzare alcuni dati. Il tracollo evidente della Lega, scesa a Sassuolo dal 38,9% delle preferenze del 2019 al 9% attuale è sicuramente uno dei motivi principali per l’elezione del nuovo primo cittadino sassolese Matteo Mesini, ma non è il solo. Sommando i voti raccolti a Sassuolo in questa sessione alle urne, parlando di Europee, FdI, FI e Lega arrivano ad oltre il 47% quindi il centro-destra ha tenuto; preferenze che non sono state ribadite sulla scheda relativa alle Amministrative. . Cinque anni fa, Menani vinse grazie all’apporto di due liste civiche, Sassolesi e Noi siamo Sassuolo, che portarono alla causa circa 8 punti percentuali dei 50,25 che consentirono la vittoria del rappresentante leghista; l‘errore di non aver puntato almeno ad una lista di natura popolare, è costato il ballottaggio. Sono tutte ipotesi, la verità è che Matteo Mesini ha vinto; a lui i complimenti per il risultato e l’augurio di un buon lavoro per la Sassuolo che verrà. Ringraziamenti alla Giunta uscente per quanto fatto, una vittoria quella di Mesini, comunque sia, frutto di scelte troppo “politiche” per la riconferma di Menani; il dialogare e lo stare sul campo dell’entourage di Matteo Mesini hanno fatto la differenza, anche la precedente Amministrazione ha sempre risposto attivamente ai bisogni della città, ma senza il consenso di un’ unione civica si è creato un distacco. Forse, ma il dado è tratto
Mesini nuovo sindaco sassolese; la sconfitta di Menani tra il tracollo della Lega e la mancanza di una lista civica













