CIMG1721CIMG1722“Inspiegabile, trovare un perché all’accaduto non ci restituirà Mattia”. Queste le parole di uno dei tanti amici che si avvicinano al punto maledetto dove tra un groviglio di lamiere, nella notte tra sabato e domenica, è stata spezzata la giovane vita del 22enne conosciutissimo a Magreta. Verso le 2 del mattino a bordo della sua utilitaria Mattia Morandi stava rientrando nella sua nuova abitazione a Rubiera quando per cause tutte da chiarire la Fiat Punto da lui condotta è uscita di strada andando ad impattare contro un’ antica casa colonica: urto violentissimo ed esiti letali. Grande il dolore, gli amici di sempre sfilano in silenzio davanti al luogo della tragedia: non ci sono parole, nell’aria riecheggia il rumore del pianto e delle vetture che qui sfrecciano a grande velocità. Siamo appena fuori l’abitato di Colombarone sulla strada che da Magreta porta a Rubiera: il paese reggiano dista una manciata di km. Sotto accusa la pericolosità della strada dovuta all’andatura sostenuta dei veicoli unita alla scarsa illuminazione del percorso: la via non è sicura, troppi incidenti e troppi morti negli anni lungo questo tratto viario. Appena fuori la frazione di Colombarone, terminato il limite dei 50 km/h, i mezzi a motore aprono il gas; qui la gente, nonostante gli appelli rivolti alle istituzioni da tanto tempo, teme ancora sciagure. “Fermate questa carneficina” ripete un uomo a bordo della sua bicicletta; qui tra il grande tormento per il decesso cresce la rabbia per i tanti quesiti inascoltati. I funerali del giovane tragicamente scomparso si svolgeranno mercoledì 11 novembre alle ore 14.30 presso la sala polivalente San Luigi Gonzaga di via Magellano 4 stante l’inagibilità della Chiesa parrocchiale di Magreta