“Segnale politico rilevante, anche i numeri cittadini testimoniano la sconfitta del PD e del suo leader Matteo Renzi; temo che la gestione municipale continuerà ad andare avanti imperterrita come se nulla fosse accaduto, però se prima il futuro comunale era poco luminoso ora parlerei di situazione tenebrosa”. Gian Francesco Menani, segretario cittadino Lega Nord, analizzando l’esito referendario precisa:” Il gruppo locale del Partito Democratico cercherà di risolvere internamente i tanti “mal di pancia” tra la corrente conservatrice e l’ala rottamatrice, ma ormai il caso è esploso in maniera netta ed evidente: tutto questo difficilmente porterà a rotture o capovolgimenti nell’immediato ma certamente rottura insanabile nel centro-sinistra in previsione delle Comunali 2019″. Su un aspetto l’ex vicesindaco, puntualizza:”Inutile fare finta di niente, proveranno a dire che sia tutto sotto controllo ma così non è: pensiamo ai malumori interni alla maggioranza consiliare e a tutti quei partiti satellite che gravitano intorno al padrone assoluto PD – aggiunge – penso ai socialisti, all’area di Sel o ancora al partito indipendente:tutti schierati contro il SI’ a dimostrazione che qualcosa stia cambiando – precisa -i tempi del sostegno al PD certo ed incondizionato sono lontani. Vittoria netta -puntualizza – di chi come il segretario generale Lega Nord, Matteo Salvini, si è schierato con forza a supporto delle ragioni del NO: si sta tracciando un percorso per le prossime Amministrative, certamente per la gestione Pistoni sta mancando l’appoggio popolare come emerge da questi dati ma non credo si possa ipotizzare neanche lontanamente un ribaltone -chiarisce – al momento opportuno il PD si ricompatta dando prova di una certa unità”. In questo senso anche le parole dell’ex primo cittadino Luca Caselli:” A livello municipale non cambieranno gli scenari, spero per il bene di Sassuolo la consultazione referendaria sollevi interrogativi all’interno della maggioranza -continua – sono contento per i comitati che in territorio comunale hanno appoggiato il NO,la gente ha compreso lo spessore di quanto votato – termina – un aspetto è confortante e induce alla riflessione: molti giovano hanno detto NO alla riforma…”. Questione generazionale sicuramente, i giovani sono il futuro; detto questo una domanda sorge spontanea, Caselli che farà da grande?













