“La Sicurezza si lega al sentirsi difeso e protetto, ma in tutto il territorio comunale si avverte un problema non solo di vigilanza ma anche di presenza da parte degli addetti di Polizia municipale: dovrebbero vivere maggiormente la città aiutando i processi che favoriscono l’idea di comunità” Gian Francesco Menani, ex vice-sindaco municipale, attualmente segretario cittadino Lega Nord precisa:”Questione di vicinanza, la cittadinanza deve stabilire un contatto con i rappresentanti della Polizia locale attraverso formazione ed informazione: tutto questo significherebbe una Sassuolo civilmente più preparata e matura invece l’idea di partecipazione attiva seria e responsabile rimane un’utopia. Comportamenti scorretti da parte dei cittadini -continua – poco rispetto per gli spazi pubblici e per il prossimo: si sporca l’ambiente gettando rifiuti o trasformando alcuni angoli comunali in latrine trasgredendo le più elementari norme del quieto vivere fino a comportamenti contrari al codice della strada”. Su quanto detto, puntualizza:”Non si deve pensare a veicoli che scorrazzano a folle velocità, sicuramente fenomeno da contrastare, ma a situazioni che si legano maggiormente alle aree urbane come gli attraversamenti pedonali non consentiti da parte di pedoni noncuranti del segnale rosso rivolto al loro passaggio, l’utilizzo di biciclette senza dispositivi luminosi e sonori, il posteggiare i veicoli in posti riservati ai disabili o nel bel mezzo di un percorso ciclo-pedonale -chiarisce – sono questioni che possono sembrare minori, ma questi aspetti sono fondamentali parlando di collettività”. Ci sono altri quesiti che devono essere affrontati con uno spirito diverso, su questo il rappresentante del Carroccio dice:” Bande di ragazzini attraversano la città infastidendo visitatori e sassolesi, mendicanti chiedono insistentemente moneta o altro fino ad arrivare alla piaga della micro-criminalità: in tutto questo la vigilanza municipale dov’è? Ridurre tutto ad un problema di educazione sarebbe sbagliato oltreché fortemente ingiusto -prosegue- è una questione di atteggiamento della politica gestionale del governo cittadino: gli uomini del Corpo di Polizia municipale non sono cambiati in modo da giustificare queste differenze col passato -sottolinea – gli addetti devono tornare nelle strade e tra la gente, questo è l’unico modo per recuperare credibilità e fiducia fornendo alla cittadinanza gli strumenti necessari alla crescita e allo sviluppo di questa -conclude -bisogna cominciare a costruire un rapporto solido tra cittadinanza e il potere municipale partendo dalle piccole cose per poi affinare sistemi e sinergie fino ad arrivare ad una vera e propria sorveglianza di vicinato”.Educazione civica, pardon urbana a tutto tondo…














