
I dati presentati dal Centro Meteo dell’Emilia-Romagna accendono un campanello d’allarme, su quella che potrebbe essere la prossima estate, da un punto di vista climatico. Da quando le rilevazioni globali sono diventate strutturali, dal 1981, infatti, il 2016 è già entrato tristemente in graduatoria per due primati: il mese di gennaio, infatti, ha fatto registrare le stesse precipitazioni dell’agosto precedente, mentre un mese che segna il passaggio dall’inverno alla primavera, come quello di marzo 2016, è stato il terzo mese dell’anno più caldo di sempre. «Sappiamo che fare previsioni, anche sulla scorta di modelli matematici e statistici, è molto difficile, ma certo l’esperienza ci insegna che queste anomalie climatiche portano con sé seri rischi, soprattutto nei mesi più caldi.» A dirlo è il consigliere regionale della Lega Nord, Marco Pettazzoni, che sta per presentare un’interrogazione all’Assemblea legislativa. «Il caldo anomalo del periodo – dice Pettazzoni – potrebbe far presagire dei mesi estivi contraddistinti da periodi di siccità (come nel 2015) e anche bombe d’acqua, come ormai siamo abituati a vedere. Ora, se il clima non è programmabile, crediamo che la manutenzione del territorio lo sia: occorre creare dei tavoli con le autorità di bacino (per il monitoraggio degli argini, bersagliati da nutrie e altri animali; ndr), gli enti gestori delle fognature e dei Consorzi di Bonifica, per pulire il letto dei canali. Perché il territorio emiliano-romagnolo è fragile, da un punto di vista idrogeologico, e i fenomeni intensi di questi anni l’hanno messo in grossa difficoltà. Crediamo sia opportuno che la Regione stanzi risorse in questo settore, perché costituisce la principale “grande opera” sulla quale occorre investire, per la sicurezza dei cittadini e a beneficio delle imprese del territorio.»
Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













