
Per il ciclo di Cersaie 2015 ‘Costruire Abitare Pensare’, è stato il turno di Francisco Mangado e di Matthias Sauerbruch nel confrontarsi sulla propria filosofia progettuale, questo pomeriggio alla Galleria dell’Architettura. I due architetti di fama internazionale infatti, che coniugano due diverse ‘anime europee’ dell’architettura, quella tedesca e quella spagnola, hanno riflettuto sui propri lavori nel dialogo con il docente del Politecnico di Milano Fulvio Irace. A dare loro il benvenuto è stato il Past President di Confindustria Ceramica Franco Manfredini, che, dopo aver ricordato le tappe fondamentali degli incontri sempre prestigiosi di ‘Costruire Abitare Pensare’ nelle scorse edizioni di Cersaie, ha sottolineato anche il ruolo della ceramica nei lavori architettonici dei grandi architetti internazionali, grazie alle sue caratteristiche di versatilità e durevolezza.
Francisco Mangado ha riflettuto sul rapporto di architettura e spazio urbano, e in particolare sul legame degli edifici con la storia dei luoghi e con le persone che viviono. “L’architettura estrapolata dal suo contesto culturale e territoriale non può esistere – ha infatti affermato l’architetto -. Non ha senso un edificio costruito nell’identico modo a Bologna e a Shanghai. Mode, tradizioni, interpretazioni, cambiano da luogo a luogo”. Così, l’architettura di Mangado si propone di essere “universale e dialettale” allo stesso tempo, come l’ha definita il professor Irace, cioè in grado di essere apprezzata e compresa da tutti, ma anche di trasmettere i propri significati nascosti solo a chi comprende a fondo il contesto in cui è nata. Da qui anche l’attenzione ai materiali utilizzati, la ceramica in primis: solo questa infatti può garantire grazie alla sua tradizione di lunga data un equilibrio perfetto tra modernità e radici di un territorio.
Matthias Sauerbruch,socio fondatore di Sauerbruch & Hutton (1989), proprio quest’anno ha ricevuto la Medaglia d’Oro per l’Architettura Tedesca. Lo stile architettonico di Sauerbrach segue forme funzionali, ma sensuali e coscienziose. In particolare, tratto distintivo dei suoi lavori è la decisiva presenza dei colori. “Ritengo che sia fondamentale per esprimere le nostre idee di design – ha annunciato infatti al pubblico di Cersaie -. E la ceramica è il materiale ideale: le sue superfici colorate sono non solo le più durevoli (basti pensare a quelle nei musei, risalenti a centinaia e centinaia di anni fa), ma anche indubbiamente le più belle”. E proprio grazie al connubio colori e ceramica, Sauerbruch non teme nelle proprie costruzioni di cimentarsi in sperimentazioni di colore, chiaroscuri atti a creare illusioni ottiche e giochi di luce. L’architetto tedesco ha inoltre citato il filosofo Martin Heidegger: “Fare gli architetti, è anche un modo di esprimere il nostro io, la nostra esistenza in connubio perfetto con l’ambiente circostante – ha commentato -. Ma anche un modo di recuperare la storia di un edificio e renderlo perfettamente integrato al contesto in cui è costruito”. Inoltre, lo studio Sauerbruch & Hutton è anche noto per il suo utilizzo di tecniche innovative rivolte alla sostenibilità ambientale.













