
“Maria” (nome di fantasia) decide di frequentare un corso di formazione per qualificarsi come O.S.S. e navigando su internet scopre l’esistenza di una agenzia che organizza corsi per operatore sociale per l’infanzia e la terza età. Hanno una sede anche nella vicina Reggio Emilia.
Decide di qualificarsi per avere maggiori opportunità professionali e fissa un appuntamento presso la succursale di Reggio.
Negli uffici viene ricevuta da una signora che più e più volte le elenca le opportunità lavorative che, con la frequentazione di quel corso, le si prospetterebbero davanti.
Non una sola parola sul fatto che quella società, non essendo accreditata dalla regione non poteva formare O.S.S.
Maria conosce bene la lingua Italiana in quanto da anni residente a Modena e ben integrata, ma non comprende la differenza del contenuto dell’acronimo O.S.S. (operatore socio-sanitario) qualifica che voleva ottenere, dall’operatore sociale per l’Infanzia e la terza età.
Questo e la pressione che le faceva l’impiegata in quanto erano rimasti disponibili pochi posti, non le ha permesso nessuna possibilità di pensarci qualche giorno e magari fare ritorno presso gli uffici della società per perfezionale il contratto propostole.
No, questo non le è stato possibile perché l’impiegata era decisa ed insistente… sono rimasti solo due posti o sottoscrive il contratto o dovrà aspettare il prossimo anno.
Maria a quel punto pensando ad un futuro lavorativo migliore accetta di sottoscrivere il contratto di formazione anche approfittando dello sconto indicato nel contratto, non 2.900 euro ma 2.500 euro di cui 150 da versarsi immediatamente ed il resto in dieci rate da 235 euro ognuna.
A quel punto non avendo la somma da pagare immediatamente chiede di poter tornare il giorno dopo per fare il tutto ma, la scaltra impiegata gli dice di no sempre per via degli ultimi due posti disponibili. Trova la soluzione facendo sottoscrivere a Maria il contratto ed anche l’impegno a versare la somma di 150 euro entro alcuni giorni.
La sorpresa a casa quando, leggendo il contratto con i suoi famigliari, ha scoperto che aveva sottoscritto un impegno per frequentare un corso che nulla ha a che fare con quanto credesse. Non è un corso di formazione O.S.S. da parte di un ente accreditato dalla regione ma un semplice corso di formazione privata che potrà utilizzare solo in ambiti non pubblici senza che l’attestato debba per diritto essere preso in considerazione.
Come dire che Maria oggi ha pochi titoli di specializzazione riconosciuta, dovesse frequentare quel corso, non ne avrebbe di più.
Ancora una volta le circostanze, la capacità di convincimento di chi è dall’altra parte della scrivania, la ridotta possibilità di leggere tutto il contratto e soprattutto capirne gli impegni che si assumono con la sottoscrizione, la pressione che per ragioni varie viene sempre fatta all’utente tipo promozioni che scadono, sconti che non ci saranno più o come nella fattispecie “ultimi posti”, inducono il consumatore a gravi errori.













