Rosa che sboccia sui monti fra i rovi
Rosa è il profumo che c’è
Rosa è quel viaggio che chiamano amore
E ‘amore questa canzone per te.

Rosa che prega in un tempo infinito
in un cuore che fine non ha
Oltre il sogno di fiabe
la tua storia è un incanto
di un coraggio che più grande non c’è.

Il tuo sorriso è un sentiero che conduce alle stelle
La tua voce è come un vento d’amore
Sono lacrime e sangue che creano petali
e spine che profuman di te

la tua forza è uno scudo che protegge dal buio
E dalla paura di non poter respirare
E cantare a chi è Immenso
A chi tutto ha creato
Che è perfetto
Ogni istante di vita
E’ perfetto
E’ perfetto all’ Amore

Magnificat per te
la musica ti cullerà
Magnificat per te
Nuovo respiro e vita insieme a Lui.

Magnificat per te
La musica ti cullerà
Magnificat per te
Nuovo respiro e vita
Insieme a Lui
Perché la vita respira
Insieme a Lui…

Rosa che parla alla stanza in ascolto
e le parole diventano fiori
Rosa che lascia sentieri di petali
sopra a lenzuola di lacrime e dolori.

Rosa che porta il profumo di bianco
perché bianca è ogni anima in pena
non c’è mai un tempo giusto
per dover lasciar tutto
c’è solo l’istante perfetto a pregare

In fondo il male è una porta per il tuo Paradiso
in fondo tutto quel peso si scioglie nel tuo sorriso
E le persone che incontri
scopriranno il Mistero
La loro strada è più bianca di tutto quel velo.

La tua dolcezza è uno scudo che combatte il Buio
E la paura di non riuscire ad amare
E a cantare la gioia
Lodando tutto il creato
Che è perfetto
Ogni istante di vita
E’ perfetto
E’ perfetto all’ Amore.

Rit

Magnificat
anima mea
Dominum
Et exsultavit spiritus meus

Grandi cose ha fatto in me l Onnipotente
E santo è il suo Nome.

(in latino)

Amor semper…….

      AUD-20180214-WA0003

 

TESTO & MUSICA di Morgana Montermini

Una canzone dedicata alla Beata Maria Rosa Pellesi, la religiosa originaria di Morano di Prignano dove nacque nel 1917, che durante il suo servizio spirituale svolse la sua opera di carità presso le Suore Francescane Missionarie di Cristo in via Farosi.Una vita in cui germoglia l’amore nonostante la grande sofferenza connessa alla sua malattia: tribolazioni che costringeranno la Beata a trascorrere molto tempo dal 1945 fino alla morte avvenuta a Sassuolo il 1° dicembre 1972,  in sanatorio, prima a Gaiato poi per oltre due decenni al Pizzardi di Bologna. Un sorriso luminoso e profondo che profuma di fede, questo totale abbandonarsi tra le braccia di Dio: un piccolo essere capace di sprigionare un concentrato di disponibilità e di generosità verso il prossimo. Un credere incondizionato senza se e senza ma, la capacità di vivere la sofferenza senza dimenticare mai la riconoscenza verso il Creatore: il riuscire a vedere in ogni cosa la volontà di Dio è di per sé straordinario, ma trovare anche nei patimenti un intenso senso di gioia rimane un insegnamento capace di andare oltre la Fede anche se  trova in questa un motivo per esistere e per continuare a deliziare l’esistenza. Il contatto con Dio, quello autentico è un privilegio per pochi come andava ripetendo la Beata Rosa: dal letto di morte un lungo abbraccio d’amore a tutto il mondo, senza ambizioni, per la gloria del Padre.