Gliel’avessero raccontato quattordici mesi fa, probabilmente non ci avrebbe creduto. E invece l’ascesa al calcio che conta di Giangiacomo Magnani è stata fulmina. Poco più di un anno fa la retrocessione dalla C alla D con il Lumezzane, quindi sei mesi in terza serie a Siracusa (allenato dal grande ex neroverde Paolo Bianco) e poi il passaggio in cadetteria in quel di Perugia laddove si è messo in luce sino a meritarsi la chiamata della Juventus, che ne detiene il cartellino. “Faccio fatica a rendermi conto di quello che è successo nell’ultimo anno, passare dal Siracusa in C al Sassuolo in A è un grandissimo salto in pochissimo tempo, in questo periodo ho fatto il pieno di emozioni”, dice il difensore centrale che al debutto ha subito messo a museruola ad un certo Mauro Icari. “E’ stata una grande soddisfazione, ma il merito va condiviso con tutti i miei compagni”. Magnani che pare vivere l’ambiente Sassuolo da una vita, entusiasmo a mille e la percezione di essere approdato in una grande famiglia. “L’ambientamento molto bene, ho trovato ragazzi meravigliosi, mi sento come fossi a casa”. Sassuolo che non vuole fermarsi alla prima, ma che vuole replicare a Cagliari provando a dare immediatamente continuità. “Stiamo continuando il percorso iniziato un mese e mezzo fa, insistiamo sui nostri concetti di gioco che penso si siano già visti contro l’Inter”. Percorso che dovrà intraprendere anche sotto il profilo personale. Accantonare il plebiscito ricevuto domenica sera, e dare continuità quella che ha sempre dimostrare di avere chi lo ha preceduto, Francesco Acerbi. “Raccogliere l’eredità di Acerbi non è una pressione, bensì una responsabilità perchè si vorrebbe sempre che i tifosi e la società rimanessero contenti”.