
“Avevamo annunciato che il tanto sbandierato reddito di solidarietà promosso e approvato dalla maggioranza di questa Regione sarebbe stato un fallimento, che anziché aiutare gli emiliani e i romagnoli in difficoltà, avrebbe dato una mano, come troppo spesso accade nella nostra Regione, ai cittadini stranieri”. La Lega Nord regionale denuncia quella che appare come “una presa per i fondelli”, soprattutto alla luce del regolamento attuativo da approvare martedì prossimo in Commissione.
Gli squilibri erano già noti, ora si scopre che cosa davvero saranno i ‘famosi’ 400 euro. “Oltre alle pecche contenute nella Legge e da noi già contestate – spiegano i consiglieri del Carroccio – tra cui un reddito Isee annuo per accedere a questo aiuto di 3.000 euro a nostro avviso troppo limitativo (la nostra proposta era portarlo a 7.500), i pochi anni di residenza in Emilia-Romagna (due, noi ne avevamo chiesti almeno cinque), il regolamento svela il bluff dei 400 euro”.
A beneficiare della cifra massima prevista dalla Legge Regionale infatti, saranno davvero in pochi, ovvero quei nuclei familiari composti da almeno cinque componenti. Le famiglie straniere insomma.
“Si andrà via via a diminuire l’aiuto previsto – sottolinea la Lega – , adottando sempre come parametro il numero di componenti del nucleo familiare. In sostanza, un cittadino che vive solo con reddito Isee massimo di 3.000 euro, quindi in condizione di povertà estrema, arriverà a percepire 80 euro al mese, ‘beneficio’ erogato bimestralmente”.
Una presa per i fondelli insomma. “Quei 70 milioni di euro messi in bilancio (di cui 35 di risorse regionali), potevano essere spesi senza alcun dubbio meglio”, dicono i consiglieri LN.
Le noti dolenti nella Legge non sono finite: “Un cittadino utilizza la ‘carta acquisti’ per il sostegno della spesa alimentare, sanitaria e il pagamento delle bollette di luce e gas? Bene, il contributo del reddito di solidarietà verrebbe ridotto se non azzerato”. E tanto per far capire quanto e come possa incidere il ‘sostegno economico’ voluto dalla maggioranza, anche l’esempio degli assegni familiari: se erogati, vengono detratti dall’erogazione regionale. Un fallimento, insomma.
Ufficio Stampa Lega Nord Emilia Romagna













