Nella foto, Salvatore Legari
Continua a dichiararsi estraneo ai fatti, a negare ogni addebito mosso nei propri confronti: si proclama innocente, Alen Oliva il 38 enne, residente a Lesignana, in carcere con l’accusa di aver ucciso l’imprenditore edile, Salvatore Legari e di averne occultato il cadavere. Nel corso dell’interrogatorio, durato 4 ore, davanti al Gip, l’arrestato ha fornito la sua versione dei fatti in merito alla scomparsa dell’imprenditore ; il legale difensore dell’accusato ha chiesto di sostituire la misura cautelare in carcere , con gli arresti domiciliari. La Procura ha rigettato la richiesta, il giudice si è riservato di decidere; per chi indaga è sempre più forte l’idea che, dietro all’omicidio, ci fosse un movente legato ad una somma di denaro: Oliva doveva dei soldi al Legari per alcuni lavori svolti. Per gli inquirenti sarebbero diversi i tentativi, di sviare le indagini, messi in atto dal 38 enne finito in manette: lo stesso avrebbe spostato il furgone dell’imprenditore indossando una maglietta, solitamente utilizzata dalla vittima e manomesso la memoria dell’impianto di video-sorveglianza per allontanare i sospetti dalla sua persona. Probabilmente in questa vicenda, fondamentale la consulenza foto-antropometrica disposta dalla Procura: un esame accurato, per capire chi fosse alla guida del furgone nel tragitto Lesignana-Sassuolo, ha escluso che a condurre il veicolo, ripreso da diversi impianti video, sia pubblici che privati, ci fosse il legittimo proprietario . Le fattezze dell’uomo ripreso portano ad escludere che al volante ci fosse l’imprenditore, mentre le fattezze della persona immortalata sono altamente compatibili con quelle dell’idraulico arrestato. In questa storia, a poco a poco emerge un quadro sempre più dettagliato, rimane una mancanza che grida rispetto ed umanità: dove sono i resti del 54 enne?













