“SGP ammessa al concordato! “Siete dei pazzi, il Comune fallirà” dicevano. E invece avevamo ragione. La mia consolazione è di avere fatto l’unica cosa possibile per salvare un Comune indebitato da altri. E di esserci riuscito. Contro tutto e tutti. Il resto non conta. “Io il concordato non lo avrei chiesto, è una procedura fallimentare” disse in campagna elettorale. E oggi è felice e dice che la città può ripartire. Mettiti d’accordo (con te stesso). Evidentemente avevamo ragione. Ed altri torto. Ma quello che importa è che il patrimonio dei sassolesi sia salvo” Questi i messaggi dell’ex sindaco Luca Caselli alla notizia dell’ammissione operata dal Tribunale al concordato preventivo; ovviamente l’ex primo cittadino ironizza sui toni trionfanti con i quali l’attuale Amministrazione comunale ha accolto la notizia dopo che per mesi aveva dichiarato fallimentare tale tipo di procedura. Continuano i dissapori tra maggioranza ed opposizione, entrambe le parti continuano a rivendicare il fatto di aver ereditato da altri i debiti riguardanti Sgp; quello che adesso importa è che Sassuolo possa ripartire. Le dispute politiche continueranno:in campagna elettorale il dissesto economico legato ad Sgp fu uno dei punti forti utilizzati dall’entourage di Claudio Pistoni; prima delle Comunali le forze di minoranza che oggi gestiscono le sorti municipali più volte dichiararono “No al concordato” mentre oggi plaudono alla decisione del Tribunale. Per Caselli una bella rivincita sotto il profilo umano: mettendo da parte accuse e veleni politici questa sentenza lo avvicina fortemente alla comunità sassolese, sicuramente, si ricorderanno i tanti attacchi contro l’ex sindaco accusato di aver portato il Comune sull’orlo del precipizio; difficile capire le dinamiche di questi debiti per cui attribuire responsabilità rimane un’operazione complessa, certamente, l’ex primo cittadino aveva individuato la strada da percorrere per uscire dai guai finanziari.
L’ex sindaco Caselli:”Una piccola rivincita per chi ha sempre messo Sassuolo davanti ad ogni cosa, adesso la città può ripartire”














