Ai Parlamentari eletti in territorio modenese
affinché si facciano promotori di iniziative volte ad eliminare storture e
contraddizioni evidenti in materia di assunzione del personale comunale.
Stimati Senatori e onorevoli Deputati ,
consentitemi di metterVi al corrente, nel caso già non lo siate, riguardo
vigenti dettati normativi che creano purtroppo un grave pregiudizio al normale
funzionamento dei Comuni, già messi alla prova peraltro da altre difficoltà.
Mi riferisco a norme che giudico prive di senso logico e giuridico, capaci di far
chiudere in brevissimo tempo una qualsiasi impresa, se esse valessero anche per il
settore privato. Se non sarete d’accordo con questo mio giudizio, chiederei di
fornirmene motivazione. Se invece siete d’accordo, è doveroso un immediato ed
efficace impegno per modificare la norma.
Chiedo: Se in un Comune ad organizzazione dirigenziale, uno o più dirigenti
vanno in aspettativa per un determinato numero di anni in quanto vincitori di un
incarico a tempo determinato presso altro Comune, è giusto secondo Voi che il
Comune, privato per un periodo del lavoro di quel dirigente, possa ricorrere ad una
selezione a tempo determinato per la durata della aspettativa? In quel Comune
infatti ogni settore necessita della firma di un dirigente per gli atti di competenza.
Suppongo che conveniate sulla ovvia necessità di poter ricorrere a un
“supplente” e quindi ad un dirigente a tempo determinato per il periodo
corrispondente a quello di aspettativa del titolare. Non è escluso infatti che un
Comune non grande si trovi con la totalità dei dirigenti in aspettativa, senza poterli
sostituire per il periodo di loro assenza.
Ebbene le cose non stanno così: se un Comune ha già assunto a tempo
determinato un numero di dirigenti pari a un terzo dei dirigenti a tempo
indeterminato, non ha la possibilità di ulteriori assunzioni a tempo determinato.
Sintetizzo il caso concreto del mio Comune: tre dirigenti, di cui due a tempo
indeterminato e uno a tempo determinato. Il dirigente dell’area finanziaria a T.I.
viene assunto con incarico di tre anni presso una Unione di Comuni e pertanto ha
diritto all’aspettativa per tre anni. Conseguenza: il Comune non può assumere un
suo “supplente” per il periodo corrispondente alla aspettativa, in quanto ha già un
dirigente a tempo determinato (quello dell’area tecnica) e stante la regola del 30% il
Comune ha esaurito la possibilità di ricorrere ulteriormente al T.D.
L’assurdità è che il Comune non possa assumere un dirigente per la durata
della aspettativa del dirigente che tornerà. Non si tratta, tra l’altro, di un problema
di bilancio, in quanto il dirigente in aspettativa non percepisce lo stipendio dal
Comune di provenienza, il quale Comune dunque si trova nella disponibilità
finanziaria di pagare il sostituto (che però non può assumere).
Se pensate poi che fino a due anni fa i Comuni potevano assumere un nuovo
dipendente ogni quattro pensionamenti, potete (anzi non potete) immaginare la
condizione in cui si trovano oggi i Comuni, per di più in un periodo in cui il Recovery
Plan richiederà un supplemento di lavoro per gli investimenti (ma senza personale
cosa si potrà fare?).
Confidando in un Vostro fattivo interessamento, resto a disposizione per eventuali
approfondimenti e, in attesa di un riscontro, porgo cordiali saluti.
Francesco Tosi













