“Grazie a tutti per il vostro sostegno, non riesco a piangere per il tanto amore che ho ricevuto, davvero mi sono divertito con mia mamma”. Queste le parole pronunciate da Alessandro, giovane figlio di Francesca Orienti, nel corso della Santa Messa celebrata nel Duomo cittadino dedicato a San Giorgio questa mattina; chiesa gremitissima a testimoniare stima ed enorme considerazione della 43 enne morta a causa di un aneurisma cerebrale, il quale ha provocato l’uscita di strada lungo la strada a scorrimento veloce che collega Modena, ove la deceduta lavorava come revisore dei conti, con Sassuolo, sua città da sempre. Quella di Alessandro è stata un’esternazione lucida, piena di gratitudine, dentro c’è il senso della vita; una frase non semplice da interpretare, ma diretta e dritta al cuore. Grande commozione e tanta vicinanza della comunità sassolese ai familiari della 43 enne, tutto questo in un clima cittadino in cui si avverte la letizia delle festività natalizie. Sul punto, Luciano Monari, sassolese illustre e vescovo emerito di Brescia precisa:” Il Natale non è una festa temporanea come potrebbe sembrare, è un atto di vita infinito, rappresenta la volontà di Dio di vivere come noi, un’ esistenza umana che nasce con la natività e muore sulla croce – continua -La morte segna la fine della vita terrena, ma rimane il cammino eterno di un progetto che va oltre il distacco fisico, l’uomo è spirito immortale: siamo polvere e libertà senza fine nelle mani di Dio”. Il religioso succitato, soffermandosi su una questione che profuma di sensibilità, dice :“La scelta di Francesca di donare gli organi, è sintomo di continuità nell’amore; un modo per andare oltre la fragilità umana”. Un gesto, quello legato alla donazione, che darà beneficio a cinque persone: un desiderio espresso da Francesca nel 2019, anche questo è un modo per vincere la morte attraverso la vita