tartufo

La Lega Nord ci sta lavorando da mesi: ascoltando le associazioni dei tartufai, gli addetti ai lavori; presentando emendamenti e ordini del giorno, per migliorare il testo della legge regionale che dovrebbe andare a modificare quella ormai datata del 1991. In particolare perché, secondo il capogruppo regionale della Ln, Alan Fabbri, «a differenza di altre regioni – spiega il consigliere – da noi l’attività della tartuficoltura non è vista come un ambito specialistico agricolo, ma come una semplice attività di nicchia.» I benefici della coltivazione e dell’indotto legati al tartufo sono, invece, evidenti, ed il territorio è pieno di buone pratiche in tal senso. Due dei comuni dell’Alto Ferrarese, infatti, sono inclusi nell’Associazione nazionale delle città del Tartufo, ed ospitano al proprio interno importanti manifestazioni del settore. «Anche per questo – continua Fabbri – ci siamo impegnati, affinché un rappresentante delle associazioni che si occupano di questo prezioso tubero, presente storicamente sulle nostre tavole, fosse inserito stabilmente negli organismi regionali che si occupano della materia.» Peraltro, la Lega ha presentato anche uno specifico emendamento (a nome di Matteo Rancan) per abrogare l’odiosa tassa di concessione legata alla produzione dei tartufi – la quale creava anche una disparità nei confronti dei produttori della vicina Lombardia, che ottengono il tesserino necessario senza pagare questo genere di tributo – e per preservare (o ripristinare, nel caso) l’habitat in cui il tartufo può crescere e svilupparsi. «Esistono precise condizioni ambientali – dice Fabbri – in cui il tartufo cresce sul territorio, che in parte sono state stravolte a partire dagli anni ’40, con un tipo di agricoltura intensiva. Abbiamo, però, assistito alla piantumazione di alberi, in circa tre ettari vicini alla golena del Panaro, da parte dell’associazione di tartufai Al Ramiol, che ha consentito di ricostruire l’habitat adeguato alla coltura del tartufo. Recentemente – continua – un nostro ordine del giorno (a firma Pettazzoni) è stato votato all’unanimità in commissione, affinché le risorse per la gestione del Bosco della Panfilia fossero gestite da un’apposita convenzione con l’Unione dei Comuni dell’Alto Ferrarese, valorizzando e difendendo il parco come merita, nell’ottica del Piano regionale forestale. In funzione della biodiversità e dell’impatto che questo patrimonio verde ha sul clima e l’assetto idrogeologico. Pensiamo che una strategia di valorizzazione del tartufo passi anche, necessariamente, da un insieme di dispositivi che ne tutelino l’ambiente. Perché il tartufo può continuare ad essere una risorsa economica regionale, a patto che le istituzioni ne comprendano il valore e la portata.»

 

Ufficio stampa Lega Nord Emilia-Romagna