Davide Romani, referente provinciale della Lega Salvini Premier: “Ciò che è accaduto al Centro Unico Vaccinale di Baggiovara è inaccettabile”.

Non solo per il fatto in sé: avere iniettato un vaccino al solito parente di turno, anziché a un avente diritto al siero. Ma anche per il contraccolpo di una simile azione su una popolazione già messa alla prova a più livelli da questa pandemia: quale credibilità può assumere la campagna vaccinale a fronte di simili episodi? E quanta rabbia e tensione sociale può derivarne?
È benvenuto dunque l’accertamento dei Nas di Parma.
Pur prendendo atto dell’istruttoria e della scuse dell’Ausl, ci chiediamo se, seguendo il protocollo per i vaccini, davvero non ci fosse un sanitario disponibile ad anticipare la vaccinazione, davvero non ci fosse una persona anziana o un operatore di una Cra pronti per l’immunizzazione, a costo di andare sul posto. È vero che nessuna dose deve andare sprecata, ma è vero allo stesso modo che ci troviamo di fronte a uno ‘spreco’ quando viene vaccinato in questa fase chi non rientri nelle fasce esposte, peraltro, in un caso, anche un minore. Ciò è intollerabile, oltre che eticamente gravissimo.
Abbiamo, alla luce dell’accaduto, due richieste. L’introduzione di una maggiore sorveglianza, purtroppo, evidentemente necessaria. E l’integrazione del protocollo per i vaccini, che dimenticata altre fasce sensibili, quali i disabili e chi li assiste, come denunciato dalle associazioni, gli anziani non residenti nelle Cra e fra i sanitari quelle categorie tagliate fuori dal commissario Arcuri. Qualcuno di loro sarebbe certamente stato disponibile a vaccinarsi martedì.













