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L’organizzazione che coinvolge i migranti arrivati all’Hub di Bologna, in attività di volontariato e quant’altro, potrebbe addirittura diventare un modello nazionale. Il tutto con l’ausilio di un sito, che va reclutando cittadini bolognesi disposti ad accogliere a casa propria i migranti, a fronte di un rimborso di 350 euro al mese (provenienti dal fondo Sprar). «Non vogliamo neanche pensare ad una realtà simile – attaccano il capogruppo regionale della Ln, Alan Fabbri, ed il candidato a Sindaco, Lucia Borgonzoni –. Crediamo sia folle reclutare posti letto in casa dei bolognesi, per alloggiare i richiedenti asilo (probabili clandestini) di “Frontex”, utilizzando risorse pubbliche. Anzi, vorremmo l’istituzione di un sito in cui raccogliere le segnalazioni dei cittadini, affinché siano ascoltate anche le loro ragioni, che spesso servono a motivare meglio di qualsiasi altra posizione il perché chiediamo una politica di respingimenti di nuovi migranti.» «Pensiamo che gli “sbarchi”, a Bologna, siano già sin troppi – rincara la dose Lucia Borgonzoni – e che sia ora di pensare ai bolognesi. Visti anche i problemi esistenti in fatto di integrazione, ed il fatto che la politica delle “porte aperte per tutti” non sia la soluzione.» La Lega Nord, insomma, attacca a testa bassa l’ennesimo progetto di “accoglienza” di profughi (ufficialmente, solo coloro che sono transitati dagli Hub e hanno completato la loro trafila burocratica, ma non è chiaro se abbiano anche acquisito lo status di “rifugiato”). Presentato l’altro giorno in città, e che vede ancora la cooperativa Camelot protagonista. «In passato, avevo già palesato tutti i miei dubbi sul sistema dell’accoglienza, visto che anche le parole pronunciate dal Tar, lo scorso autunno, non avevano fatto altro che precisare che il sistema stesso di affidamento diretto dei servizi – osserva il capogruppo Ln, Fabbri – non era la strada maestra, in mancanza di gare. In un sistema di affidamento che vedeva spesso la cooperativa Camelot protagonista, a Ferrara, come a Bologna.» Il Tar, infatti, in un recente pronunciamento sul sistema dell’accoglienza, non aveva fatto altro che ripetere (quasi parola per parola) le dichiarazioni del presidente dell’Anac (Autorità nazionale Anti-corruzione; ndr), Cantone.

Ufficio Stampa Lega Nord Emilia-Romagna