“Se dovesse succedermi qualcosa andate a cercarmi a questo indirizzo. Ho paura”. Con queste parole Daniela Coman , si era rivolta alle amiche esternando i suoi timori per quel rapporto velenoso e tossico dal quale voleva fuggire. Col passare delle ore emergono elementi e circostanze in merito alla morte di Daniela Coman, la 47 enne rumena trovata priva di vita a Prato di Correggio mercoledì 14 maggio intorno alle ore 22.30: il corpo della donna giaceva steso sul letto dell’abitazione di cui è locatario Peter Pancaldi, compagno della donna ed accusato dalla Procura della Repubblica di omicidio aggravato dalla premeditazione e da comportamenti persecutori nei confronti della vittima. La relazione difficile tra i due è avvalorata dal fatto che l’uomo tenesse comportamenti aggressivi ed offensivi nei confronti di Daniela, secondo diverse testimonianze, lui era solito tapparle naso e bocca per impedirle la respirazione e probabilmente ha ucciso la compagna soffocandola, anche se saranno gli esami autoptici a fare chiarezza.  Un rapporto malato, costellato dalle botte e dalle minacce di morte perpetrate da lui; nonostante gli stratagemmi e gli accorgimenti adottati dalla vittima, che evitava di isolarsi cercando sempre di rimanere in contatto con sorella ed amici per i timori di azioni violente del compagno. La trappola mortale è scattata martedì con l’appuntamento a casa del compagno nella Bassa reggiana, qui Daniela doveva recuperare alcuni effetti personali, in quanto aveva comunicato all’uomo la sua volontà di interrompere la convivenza e di fare ritorno a Sassuolo, dove risiedeva. Le ricerche per ritrovare la donna sono partite solamente mercoledì sera, dopo la denuncia ai Carabinieri di Sassuolo presentata da un precedente compagno di Daniela, dal loro amore è nato un bambino. Il fatto che la donna risultasse irreperibile e non fosse andata a scuola a prendere il figlio, cui era legatissima, ha destato sospetti e creato allarme. In poche ore l’irruzione di Carabinieri e Vigili del Fuoco nell’alloggio che la 47 enne divideva con Peter, la scoperta del cadavere e verso le due della notte, tra mercoledì e giovedì, il ritrovamento di Peter che girovagava per le strade di Modena,  in stato confusionale, a bordo dell’utilitaria intestata alla ex compagna. Una storia che, segnata da dipendenza da sostanze stupefacenti, povertà e disagi, ha portato ad un tristissimo epilogo; negato per sempre ad un adolescente, il sorriso di una mamma