Cambiare opinione può essere il risultato di tante componenti: certo l’elemento utilità sembrerebbe avere una grande importanza nella vicenda in esame relativa al registro unioni civili. In consiglio comunale le due rappresentanti Pd Giulia Pigoni e Mimma Savigni, entrambe rivestono incarichi nello scacchiere municipale, si erano dette contrarie all’istituzione di un registro unioni civili e avevano motivato il loro dissenso col fatto di un’assenza normativa generale in materia. Un comportamento che non era piaciuto a Sinistra Ecologia Libertà, partito in prima linea sul fronte dei diritti; la gestione amministrativa addirittura allineandosi con le direttive del primo cittadino Claudio Pistoni aveva bene accolto la concessione del patrocinio al giornalista Mario Adinolfi da sempre schierato con la famiglia tradizionale. La cosa provocò polemiche e dibattiti tanto che si parlò di laicità presa in ostaggio, poiché non aprirsi alle nuove tendenze viene considerato inaccettabile da una parte della sinistra. Al momento di votare nelle segrete stanze, scelta contraria: in giunta il registro unioni civili passa all’unanimità, quindi il voto contrario di colpo è diventato un sì deciso. Il dissenso mostrato durante la seduta del civico consesso , espressione dettata dalla volontà di non deludere l’elettorato cattolico, ora si è trasformato in un’apertura spacciata per novità. Semplicemente manca la coerenza;forse la questione relativa alla convenienza politica non è stata rottamata dalle due renziane…coerenza