Lunedì 25 marzo 2019, a Sassuolo (MO) sono stati presentati i lavori di restauro e di valorizzazione di Palazzo Ducale.
Gli interventi che verranno condotti in collaborazione tra le Gallerie Estensi di Modena, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, il Comune di Sassuolo, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, alla presenza di Claudio Pistoni, sindaco di Sassuolo, di Martina Bagnoli, direttrice Gallerie Estensi, di Cristina Ambrosini, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio, per la cittàmetropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, di Elisa Fain, funzionario architetto Gallerie Estensi e di Emanuela Storchi, funzionario architetto Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggioper la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
“Si tratta di un intervento fondamentale –afferma Claudio Pistoni, sindaco di Sassuolo – per quel progetto più generale che punta a conservare ma al tempo stesso promuovere le bellezze storiche, artistiche e architettoniche della nostra città in un’ottica di un maggior appeal turistico. Per attrarre visitatori una città deve essere bella: grazie all’enorme lavoro fatto in questi anni con Gallerie Estensi, la Soprintendenza, ma anche i privati, la Regione ed il Ministero nell’ambito del progetto Ducato Estense, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, il cambiamento sta avvenendo. Da una nuova piazza Grande a un più accogliente piazzale Della Rosa, dalla Peschiera Ducale restituita alla città alla facciata sud del Palazzo, col suo giardino: la storia, l’arte e la cultura della nostra città saranno al centro di un meraviglioso percorso aperto ai sassolesi ed ai turisti”.
“Un ringraziamento particolare va ad Hera e al Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale – continua Claudio Pistoni -, grazie alla disponibilità dei quali sarà possibile intervenire in un giardino sotto il quale sono dislocate alcune delle reti idriche e fognarie di servizio alla città”.
Dal canto suo, Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi, ricorda che “Il Palazzo Ducale di Sassuolo è il fiore all’occhiello delle Gallerie Estensi. Pitture murali, decorazioni a stucco, sculture e fontane ancora oggi trasmettono il senso di questa “delizia” rimasta a lungo ai margini della conoscenza e della frequentazione pubblica. Dopo molti anni di amministrazione militare e complessi lavori di restauro, nel 2004 il Palazzo è definitivamente entrato in consegna del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. La facciata meridionale e l’antistante parco erano però rimasti esclusi dai precedenti lavori di restauro. Nuovi finanziamenti del ministero permettono oggi di proseguire l’opera di recupero di questo importante monumento”.
I lavori di restauroriguarderanno il fronte sud di Palazzo Ducale e del giardino antistante e saranno finanziati con fondi pubblici per 3.500.000 Euro e per ulteriori 4.000.000 Euro stanziati dal Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2018, cui si aggiungono quelli già attribuiti al Comune di Sassuolo, nell’ambito del Progetto Ducale Estense, destinati al ripristino del Parco Ducale.
Questa collaborazione tra le Gallerie Estensi e il Comune di Sassuoloconsentirà il congiungimento tra il Parco Ducale con il parterre a cui si accederà dal cortile d’onore del palazzo attraverso la grande scalinata sul fronte meridionale.
Uno degli scopi dell’interventoè quello di restituire al Palazzo Ducale la sintonia che in origine questo aveva con il paesaggio creato a fargli da sfondo e il senso d’integrazione tra l’architettura e il paesaggio tipico dell’architettura barocca italiana.
Gli obiettivi progettuali sono stati individuati secondo un ordine di priorità: il primo riguarda il consolidamento e il restauro di alcune porzioni architettoniche come la vasara, al fine della messa in sicurezza e conservazione delle murature e delle strutture voltate, insieme alle finiture storiche della facciata. L’intervento conservativo permetterà quindi l’ampliamento dell’offerta di visita, consentendo ai fruitori di godere dell’affaccio sul giardino e il parco ducale e degli scenografici spazi esterni del fronte.
In terzo luogo, avverrà la rifunzionalizzazione degli spazi del fronte meridionale, sia scoperti che coperti, ovvero la predisposizione delle misure tecniche necessarie per accogliere in modo adeguato nuove funzioni correlate all’offerta culturale del Palazzo.
Sono inoltre in corso degli studi che porteranno a realizzare un nuovo allestimento che illustri tante delle peculiarità del palazzo, come ad esempio i meravigliosi lavori di ingegneria idraulica necessari per il funzionamento del sistema delle fontane, che torneranno, a breve, a essere nuovamente attive.
Sassuolo (MO), 25 marzo 2019
SASSUOLO (MO), PALAZZO DUCALE (piazzale della Rosa)
Informazioni: Urp Ufficio Relazioni con il pubblico, T. 0536.880801; urp@comune.sassuolo.mo.it

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GLI INTERVENTI DELL’AMMINISTRAZIONE
Palazzo Ducale non rappresenta solamente un punto di riferimento per la città di Sassuolo, ma anche uno straordinario lascito della storia che può rappresentare in chiave turistica e, quindi, anche economica, un nuovo futuro.
L’arte, la storia, la cultura racchiuse nel patrimonio lasciato a Sassuolo dai Duchi d’Este non hanno eguali tanto da divenire uno dei venti Poli Museali italiani e che, grazie all’indispensabile collaborazione con Gallerie Estensi, l’intervento di privati e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, in questi cinque anni abbiamo non solo restituito alla città ma cercato di promuovere nel mondo ottenendo il risultato di triplicare il numero di accessi rispetto al 2014.
Nell’area adiacente Palazzo Ducale, nei cinque anni di Amministrazione, abbiamo fatto importanti investimenti, non solamente economici: non singoli interventi a spot ma un vero e proprio progetto che ha l’obiettivo di valorizzare un patrimonio importante come quello di Palazzo gettando le basi per il futuro della nostra città.
Da Marzo a Novembre, tutti gli anni, Palazzo Ducale è aperto e visitabile tutti i giorni della settimana, abbiamo riaperto il passaggio necessario ad ammirare una Peschiera Ducale che persino tanti sassolesi non avevano mai potuto ammirare, abbiamo realizzato una nuova illuminazione al parco capace di renderlo fruibile e più sicuro anche di notte tutti i giorni dell’anno.
Il rifacimento della facciata sud di Palazzo e la contestuale sistemazione del giardino ducale, va a chiudere un percorso che al suo interno vede la collaborazione con i privati che hanno realizzato alla Cavallerizza il Museo Bertozzi & Casoni, il rifacimento di piazzale Avanzini e la sistemazione di piazzale Della Rosa. 
Il percorso, proprio nell’ottica di una riqualificazione dell’intera zona, vedrà un ulteriore importante tassello nel rifacimento di piazza Martiri Partigiani.
Una piazza nuova, moderna, in grado di cucire le due parti storiche e architettonicamente più belle della nostra città (piazzale Della Rosa e piazza Garibaldi). Il parere condizionato di massima della Soprintendenza, dopo oltre un anno d’attesa, è arrivato, i finanziamenti necessari ottenuti: 1 milione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, 700.000 € dal Ministero nel progetto Ducato Estense e 350.000 € dalla vendita di immobili. Il progetto è in fase di definizione, i finanziamenti ci sono: si tratta ora di indire la gara ed avviare i lavori.
Claudio Pistoni
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Martina BAGNOLI
Direttrice Gallerie Estensi
Il Palazzo Ducale di Sassuolo è il fiore all’occhiello delle Gallerie Estensi. Una delle più importanti residenze barocche dell’Italia settentrionale, il palazzo prende forma per volere del duca Francesco I d’Este, che nel 1634 incarica l’architetto Bartolomeo Avanzini di trasformare l’antico castello di famiglia in una moderna dimora extraurbana per la corte. Pitture murali, decorazioni a stucco, sculture e fontane ancora oggi trasmettono il senso di questa “delizia” rimasta a lungo ai margini della conoscenza e della frequentazione pubblica. Dopo molti anni di amministrazione militare e complessi lavori di restauro, nel 2004 il Palazzo è definitivamente entrato in consegna del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. La facciata meridionale e l’antistante parco erano però rimasti esclusi dai precedenti lavori di restauro. Nuovi finanziamenti del ministero permettono oggi di proseguire l’opera di recupero di questo importante monumento. Il restauro della facciata Sud e del giardino antistante sarà finanziato con fondi pubblici per euro 3.500.00,00, provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2007-2013, riprogrammazione delle economie di gara relative alla delibera CIPE n.38 del 2012, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e con aggiuntivi 4.000.000 eurostanziati dal D.M. 19 Febbraio 2018 registrato alla Corte dei Conti in data 22 marzo 2018.In aggiunta a questi importi ricordiamo quelli già attributi al Comune di Sassuolo nel contesto del Progetto Ducato Estense destinati al ripristino del parco ducale. La collaborazione tra Comune e Gallerie Estensi permetterà quindi il ricongiungimento del Parco Ducalecon il parterre a cui si potrà accedere dal cortile d’onore del palazzo attraverso la grande scalinata sul fronte meridionale. Il progetto che oggi presentiamo ha per scopo quello di restituire al Palazzo Ducale la sintonia che in origine questo aveva con il paesaggio creato a fargli da sfondo. La riapertura dei tre grandi fornici che un tempo si aprivano sulla facciata è un passo fondamentale per restituire il senso di integrazione profonda tra architettura e paesaggio tipico dell’architettura barocca italiana.
Nel contesto di questo progetto sarà anche possibile un ripensamento del percorso di visita che vogliamo includa una introduzione storica e tematica alle ricchezze del sito. Molti degli studi che in questo momento stiamo portando a termine per la realizzazione del restauro saranno la base su cui progettare un nuovo allestimento che illustri tante delle peculiarità del palazzo, come ad esempio i meravigliosi lavori di ingegneria idraulica che sono stati necessari per il funzionamento del sistema delle fontane, fontane che è nostra intenzione far tornare a funzionare.
Un progetto di questa portata e di questa complessità si nutre della cooperazione proficua con molti enti pubblici e privati. La Soprintendenza di Bologna è per noi un partner fondamentale. Desideriamo anche riconoscere l’importante contributo di Hera e il Consorzio di Bonifica senza il cui aiuto e supporto questo progetto non sarebbe potuto decollare. Infine ricordiamo il fondamentale impulso al progetto fornito dal Comune di Sassuolo e in particolare la passione con cui il Sindaco Claudio Pistoni segue e promuove le attività e il restauro del Palazzo
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Lavori di restauro e valorizzazione del sito museale Palazzo Ducale di Sassuolo, con particolare riferimento al fronte meridionale.
Con questi lavori le Gallerie Estensi e l’Amministrazione comunale di Sassuolo con la collaborazione della SABAP di Bologna, aprono la strada per una vera valorizzazione di uno dei siti monumentali più significativi a livello sia di valenza storica che paesaggistica.
Infatti il sito rientra in una zona dichiarata di notevole interesse pubblico.
L’area interessata dal vincolosi estende tra Sassuolo e Montegibbio lungo la sponda del fiume Secchia e contiene un’insolita molteplicità di aspetti meritevoli di tutela:
– “un insieme di quadri per le libere visuali aperte su di essa da numerosi punti di Belvedere, ed in modo particolare, per lo scenario suggestivo offerto dal famoso cannocchiale del viale di pioppi fra la residenza estiva estense del Palazzo Ducale e il casino di caccia del Belvedere”;
– “ notevole interesse rivestono gli insediamenti storici: il Palazzo Ducale conservato pressochè intatto nei suoi lineamenti originali e il Castello di Montegibbio, oltre a diffuse espressioni di architettura minore rustica legata nei suoi valori compositivi al complesso estense;”
– notevole interesse paesaggistico dovuto alla concomitante presenza di emergenze geologiche, botaniche e morfologiche che si fondono in un paesaggio ricco di testimonianze storico-artistiche significative;
I lavori vedono una valorizzazione sia monumentale che paesaggistica dell’intero complesso in quanto riconsiderano da un lato la sistemazione del parco antistante il fronte sud della zona più propriamente storica e monumentale recuperando una porzione di parco che per tanto tempo è stata privata alla pubblica fruizione ma che costituisce il vero e proprio giardino alle dipendenze del palazzo Ducale e dall’altro ne valorizzano gli aspetti monumentali riaprendo i fornici del fronte sud che permettevano di traguardare dal palazzo Ducale la Villa Belvedere mediante la concretizzazione del cannocchiale visivo costituito dal filare di pioppi. Quindi non solo i lavori consentiranno il recupero del fronte sud che è uno dei fronti più significativi del palazzo ma consentiranno di portare in primo ordine il concetto delle visuali sulle quali si basava l’impianto del palazzo settecentesco e con le quali il complesso monumentale stringe forti rapporti connettivi con il paesaggio circostante.
Il progetto di Pietro Bezzi per il parco-giardino di Sassuolo, infatti, si inserisce a pieno titolo all’interno del modello lenotriano del giardino settecentesco di Versailles, che non dialoga con il paesaggio circostante, bensì diventa esso stesso il paesaggio. Il modello di Le Notre si basa su un sapiente gioco di prospettive, organizzate su di un grande asse che ha come centro generatore il palazzo, e che si estende verso l’abitato da un lato e verso li parco-giardino dall’altra: visivamente si perde verso l’orizzonte, quasi a catturare l’infinito.
A Sassuolo i due stradoni principali, uno che dal palazzo punta su Valleurbana e l’altro che dal fianco occidentale si indirizza verso Magreta, sono l’elemento base del progetto, intorno ai quali si collocano tutti gli altri elementi costituenti il repertorio paesaggistico dell’epoca: il parterre, le fontane, i viali del parco-giardino. Questi due assi non sono come ci si aspetta perpendicolari alla facciata principale del palazzo, bensì paralleli ad essa. Infatti la facciata principale è troppo vicina al centro abitato e dalla parte opposta il parco-giardino è limitato dal letto del fiume Secchia, ecco perché l’asse principale interseca le facciate laterali in direzione nord-sud, ed ecco perché la facciata sud è quella più significativa del palazzo oggetto degli attuali lavori di valorizzazione. L’apertura dei fornici consente di recuperare il concetto delle visuali sulle quali si basa l’assetto progettuale del Bezzi.
Inoltre, il complesso sfrutta il concetto delle visuali anche per testimoniare la grandezza e il potere del ducato a livello territoriale: per chi arriva dalla starda della Toscana la prima immagine del ducato di Modena, superata la zona montuosa, è costituita dalla percezione del grande parco i cui viali portano lo sguardo al grande palazzo Ducale: misura tangibile della magnificenza del principe. Per chi alloggia nel palazzo la visuale traguardail casino di caccia del Belvedere, mediante la grande terrazza del belvedere con la sottostante vasara.
Questo assetto creato dall’uomo a vasta scala in uno stretto rapporto con l’elemento monumentale che è il palazzo Ducale con le sue pertinenze, creano un sistema che costruisce il paesaggio, conferendogli alti valori testimonaili e che ora, con questo intervento, ci troviamo a riconnettere.
IL RUP
Arch. Emanuela Storchi

Le indagini archeologiche
Nell’ambito delle procedure di approvazione del progetto di fattibilità dei lavori, con particolare riferimento alle opere di riqualificazione di una parte del Giardino Ducale, comportanti scavi nel sottosuolo sia per la risistemazione a verde, sia per la ridefinizione dei sottoservizi, è stata avviata la procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico (ex. art. 25 del D. lgs. 50/2016 Codice degli Appalti), sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ABAP BO MO RE FE.
Le indagini preliminari effettuate sia nell’area del Giardino Ducale, sia nell’area del parterre hanno evidenziato alcuni aspetti di notevole interesse per la ricostruzione della originaria sistemazione a giardino del Parco come i cordoli di delimitazione degli obelischi, realizzati in laterizio, con andamento circolare.
I dati di scavo rivestono in particolare una grande importanza per la comprensione dell’articolato sistema di gestione delle acque del Palazzo destinate a luoghi di straordinaria rilevanza quali la Peschiera e la fontana del parterre. I sondaggi archeologici hanno consentito di individuare una rete di condotte con copertura a falsa volta in laterizio di diverse dimensioni, finalizzate ad alimentare lo zampillo della fontana del parterre e in parte correlate più in generale al sistema di deflusso delle acque del Palazzo.
E’ stato infine individuato il tracciato del Canale di Modena precedente a quello che attualmente delimita l’area del parterre con il suo tracciato sinuoso. Il canale precedente, caratterizzato da sponde con paramento in laterizio e con una luce di oltre tre metri, correva rettilineo in direzione est-ovest, più ravvicinato e parallelamente alla facciata meridionale del Palazzo. Realizzato nel XVI secolo, venne tombato nel XVII secolo, in occasione della realizzazione del parterre, come indica la datazione dei reperti ceramici rinvenuti negli strati più superficiali.
L’approfondimento di queste tematiche nel prosieguo delle indagini che accompagneranno la progettazione dei sottoservizi consentirà una lettura per certi versi inedita della complessa struttura costituita dal Palazzo e dal suo giardino.
IL FUNZIONARIO ARCHEOLOGO DELLA SABAP
Dott.ssa Sara Campagnari

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Elisa FAIN
Funzionario Gallerie Estensi di Modena
Le Gallerie Estensi di Modena sono impegnate in qualità di stazione appaltante per un progetto di restauro che arriverà progressivamente a comprendere l’intero fronte meridionale del Palazzo Ducale costituito dalla facciata con terrazze e scalinate, cortine murarie laterali, giardini storici e Canale di Modena con relativa revisione del sistema idraulico, un complesso di opere in attesa da molti anni di un intervento.
L’individuazione delle linee di intervento che saranno la guida per la gara per la progettazione esecutiva si sta basando su campagne di studi ed indagini che comprendono rilievi, caratterizzazione delle superfici di finitura, sondaggi e verifiche strutturali, campagne di saggi archeologici ed ispezioni impiantistiche.
Una complessità che riguarda tutti i restauri monumentali, ma che qui si arricchisce di ulteriori componenti:il progetto settecentesco del fronte sud voluto dal Duca Francesco III interveniva a sua volta sulle antiche preesistenze castellane aggiungendo nuovi corpi di fabbrica, come il lungo porticato della vasara, e realizzando un impianto scenografico con terrazze, scalinate e fontane, istituendo importanti relazioni con il giardino ed il parco ducale e coinvolgendo nelle trasformazioni anche la preesistente rete di canali storici.
A fronte di questa molteplicità di elementi il progetto di restauro riguarderà più ambiti, dalla conservazione delle superfici, al consolidamento strutturale, al restauro di giardini storici,allo studio delle trasformazioni legate agli usi novecenteschi. Fin dalle prime fasi ha previsto il proficuo coinvolgimento di soggetti del territorio quali, oltre al Comune di Sassuolo, la società Hera ed il Consorzio di Bonifica, questi ultimi con particolare riferimentoalla sistemazione della rete idrica e fognaria presso il parterre necessaria per il futuro recupero del Canale di Modena.
Sono stati individuati gli obiettivi progettuali secondo un ordine di priorità: in primo luogo, è ormai indifferibile il consolidamento ed il restauro di alcune porzioni architettoniche come la vasara, al fine della messa in sicurezza e conservazione delle murature e delle strutture voltate, insieme alle finiture storiche della facciata, intese sia come superfici di intonaco che elementi decorativi aggettanti.In secondo luogo, l’intervento conservativo permetterà l’ampliamento dell’offerta di visita, accogliendo finalmente i fruitori a godere dell’affaccio sul giardino ed il parco ducale e degli scenografici spazi esterni del fronte.In terzo luogo, obiettivo implementabile nel tempo è la rifunzionalizzazione degli spazi del fronte meridionale, sia scoperti che coperti, ovvero la predisposizione delle misure tecniche necessarie per accogliere in modo adeguato nuove funzioni correlate all’offerta culturale del Palazzo.
Al fine di contemplare tutti gli elementi le Gallerie stanno conducendo le campagne di studio ed analisi del manufatto architettonico e delle pertinenze esterne avvalendosi anche di soggetti esterni specializzati dotati di strumentazione specifica. Finora sono state effettuateuna campagna di rilievo geometrico del fronte architettonico che si raccorderà con quella già eseguita per gli spazi verdi a cura del Comune di Sassuolo; si stanno inoltre svolgendo fondamentali analisi di laboratorio per la caratterizzazione mineralogica e petrografica delle superfici storiche come intonaci, sagramature, cornici ed elementi in cocciopesto o pietra, necessarie per determinare la stratigrafia e guidare il restauro che mirerà a qualificare con particolare attenzione gli elementi della facciata settecentesca.
In vista del consolidamento strutturale della vasara, sono state eseguite indagini strumentali per la descrizione delle caratteristiche costruttive e meccaniche delle murature, al fine di rendere nuovamente percorribili in sicurezza i percorsi.Parallelamente, le campagne di scavi archeologici nel parterre sotto la supervisione scientifica della Soprintendenza hanno permesso di riconoscere interessanti preesistenze correlabili al sistema dei canali storici e delle reti di adduzione delle acque del Palazzo.
Se quindi il progetto settecentesco di riforma del fronte meridionale si poneva obiettivi a grande scala, realizzando una nuova facciata per il Palazzo, relazionandosi con parco, paesaggio e opere di portata territoriale come la Via Vandelli voluta dallo stesso Francesco III per unire Modena e Massa Carrara, così anche il restauro che si sta intraprendendo ha potenzialmente delle ricadute positive non solo alla scala del manufatto architettonico, ma anche a quella della città e dell’intero territorio
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“Palazzo Ducale, intervento di riqualificazione dell’area adiacente al complesso” Giardino Ducale – zona Parco Ducale, compreso all’interno dell’intervento n. 30 denominato “Ducato Estense”
LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DI UNA PORZIONE DEL GIARDINO DUCALE
Il progetto riguarda la riqualificazione e il recupero della parte di giardino ducale compresa tra il Canale di Modena e la recinzione che attualmente lo divide dal Parco ducale di proprietà del Comune e già d’uso pubblico.
La configurazione del Giardino che oggi è visibile e rimasta, fu voluta da Francesco III, Duca di Modena e Reggio Emilia dal 1737 al 1780, su probabile disegno dell’architetto e scenografo veneto Pietro Bezzi che si ispirò agli esempi eclatanti del giardino “alla francese”.
L’area oggi è di proprietà del Ministero dei Beni Culturali ed è gestita da Gallerie Estensi unitamente a Palazzo Ducale. Il progetto è inserito all’interno dell’intervento n. 30 denominato “Ducato Estense” finanziato per 478.000 euro dallo stesso Ministero con il quale nel mese di ottobre del 2017 l’Amministrazione comunale ha sottoscritto il disciplinare per la sua attuazione. La progettazione, nei suoi vari livelli, ha avuto inizio con un più ampio progetto generale riguardante tutte le aree esterne facenti parte il complesso monumentale di Palazzo Ducale, è stata predisposta dallo studio Progettisti Associati di Sassuolo, con la consulenza agrovegetazionale del dott. Eraldo Antonini dello studio Geniusloci, mentre la parte strutturale è stata seguita dall’ing. Paola Rossi. Il progetto esecutivo ha appena terminato il proprio iter e a breve sarà esperita la gara d’appalto prevedendo la consegna dei lavori a fine primavera. E’ prevista una spesa per lavori pari a 341.108,50 euro comprensivi degli oneri della sicurezza; per arrivare al progetto esecutivo sono state svolte tutte le attività propedeutiche tra le quali i rilievi dell’area effettuati dal Politecnico di Milano, le verifiche preventive archeologiche seguite dalla ditta Pheonix Archeologia di Bologna con le quali tra l’altro è stato portato alla luce l’antico tracciato del Canale di Modena e le canalizzazioni che alimentavano la grande vasca tuttora esistente; in sintesi i lavori previsti in progetto riguardano una superficie di circa 15.000 mq. e attraverso il ripristino delle quote originarie e la realizzazione dei percorsi a raggiera alberati che, partendo dagli obelischi, raggiungevano i limiti del parco si definirà un parco che evocherà l’idea del Parco ducale di ben altre dimensioni. Assieme a ciò verranno realizzate le opere connesse per garantirne in un prossimo futuro la fruizione pubblica secondo la volontà espressa da Gallerie Estensi e l’Amministrazione Comunale. In accordo con Hera è previsto l’ammodernamento e lo spostamento di un vecchio collettore fognario che attualmente interferisce con la futura sistemazione del giardino













