Anche la notte appena trascorsa Maria e il suo compagno l’hanno passata all’addiaccio, nei pressi del Campanone, a due passi dal cuore cittadino che di lì a poche ore sarebbe stato invaso dai visitatori che partecipano numerosi alla kermesse fieristica municipale. “La situazione è questa da oltre due settimane dice la donna – tutto è cominciato con lo sfratto della mattina del 21 settembre scorso: alcuni uomini in divisa insieme ad un ufficiale giudiziario mi hanno costretta ad uscire dall’abitazione dove alloggiavo; premetto che è stato reso esecutivo un provvedimento a mia insaputa, tutto questo non mi ha consentito di provare a trovare una sistemazione provvisoria”. Al di là delle modalità dell’ avviso di lasciare l’appartamento sono i rapporti tutt’altro che idilliaci con la padrona di casa ad avere causato l’obbligo coattivo di liberare l’immobile; quello che interessa non sono tanto le ragioni dello sfratto, perché ci sarebbe anche la morosità nei pagamenti di alcuni mesi relativi alla locazione, ma il futuro di Maria. Su questo punto la nostra interlocutrice, chiarisce:”Ovviamente ho chiesto aiuto sia ai servizi sociali comunali che direttamente al primo cittadino: ho ricevuto dei secchi no; ” Sei abbastanza grande” e “Non ci sono al momento possibilità abitative” le risposte. Per me – prosegue – a Sassuolo da 34 anni, non c’è altra possibilità che cercare ripari di fortuna – puntualizza – chiedo almeno una stanza dignitosa per affrontare la vita quotidiana, sono al momento disoccupata e pensando alle possibilità di trovare un impiego alla luce di notti spesso insonni vedo un domani pieno di difficoltà”. Pensare a persone capaci di occupare abusivamente stabili in territorio municipale, individui il più delle volte irregolari e di contro vedere la storia di Maria deve fare riflettere; certamente lo scenario è complesso, d’accordo ci sono diversi perché e alcune incongruenze che non possono essere omesse: c’è però un aspetto che non deve essere dimenticato. Maria, vive tra i cartoni e questo non può essere accettato indipendentemente da errori o discrepanze :la verità è questa, si possono fare tante premesse ma alla fine ci si trova a fare i conti con la strada. “Vivo – continua la donna – con 500 euro di pensione di reversibilità , spero mi venga fornita l’opportunità di una decorosa sistemazione e da lì tornare a vivere: inserirmi nel circuito lavorativo e riprendere un’esistenza normale”. Ragionare su chi abbia torto o pensare ai responsabili poco importa; dov’è finito il Comune pronto ad accogliere? A proposito, Maria conclude con una provocazione:”Vorrei la pelle nera per occupare certi immobili e restare impunita”; sono le considerazioni di una donna ferità nell’anima; non è una questiona estetica, ma la Fera dal Beli Dann fisicamente tanto vicina sembra davvero troppo lontana … chiavi-1