La situazione relativa al futuro di Domenico Berardi, sta assumendo sempre più i contorni di un vero e proprio tormentone. La trattativa alquanto complicata nella sua fase embrionale, avrebbe suggerito alla dirigenza neroverde di togliere Mimmo dal mercato: non si segnalano proposte concrete ed ufficiali da parte della Juventus. Secca ed immediata la reazione dell’esterno neroverde alla decisione del Sassuolo: il calciatore si starebbe allenando con i fuori rosa, questa sorta di ammutinamento è certamente  architettata ed indotta da forze esterne. Avere voglia di coltivare ambizioni è legittimo ma questa presa di posizione, qualora fosse confermata aprirebbe a nuovi scenari. Una cosa sono i progetti, cosa ben diversa i mal di pancia. Il bene per il Sassuolo prima di tutto, certamente affetto e riconoscenza per il numero 10 neroverde, ma cedere a pressioni rischia di stravolgere gli accordi e le buone intenzioni. Accontentare ed assecondare le volontà di un proprio tesserato rimane un aspetto di grande signorilità, ma rimanere vittima di un gioco poco chiaro può risultare poco piacevole. Il desiderio di vestire la maglia di un club di prima fascia è comprensibile, ma non ci sono mai state le condizioni per abbozzare una possibile intesa né prima con la Lazio né ora con la Juventus. Si può forzare la mano, ma non si può arrivare ad una sorta di separazione in casa: a tutto c’è un limite, speriamo la questione possa trovare una rapida e funzionale soluzione. C’è un contratto e questo va rispettato, il sole d’agosto può giocare brutti scherzi: carta canta, rispetto per la società ed i suoi tifosi oltre ad un minimo di riconoscenza che fine hanno fatto? La vicenda resta complessa e aperta a molteplici sviluppi: ogni attore recita la propria parte, allora caro Mimmo perché dal palco in piazzale Della Rosa non hai detto candidamente che è tuo desiderio partire verso altri lidi? La gente aspetta un dietrofront da Berardi: sarebbe un modo per dimostrarsi un professionista a tutto tondo, sia che il calciatore cosentino vada o che rimanga