Ha ripercussioni anche a livello locale la decisione del premier Matteo Renzi di mettere la fiducia alla Camera per blindare il voto sull’Italicum di fatto creando una frattura tra i politici democratici locali. Susanna Bonettini, ex segretario diessino, vicesindaco con Pattuzzi e successivamente capogruppo, oggi consigliere delegato di Pistoni su Braida non ci sta “Domani cercherò di conoscere i 50 che hanno dichiarato una cosa e poi ne hanno fatto un’altra. Tra questi, un parlamentare che ho sostenuto e votato (il riferimento è all’ex segretario provinciale Davide Baruffi ndr). Scriverò ad ognuno di loro per conoscere le motivazioni. Non cambierà nulla. Ma io sarò a posto con la mia coscienza”. Si scaglia contro l’arroganza di Renzi, Valerio Torri figura storica della sinistra cittadina, a lungo dirigente di partito, “mi hanno chiesto se do una mano ad organizzare la festa dell’Unità. Ai membri della segreteria che me l’hanno chiesto ho risposto di si ma mi sta passando la voglia perché vedo l’arroganza di Renzi e di certi renziani e mi da sommamente fastidio”. Toni forti quelli del dirigente provinciale Enrico Maria Sighinolfi “questa non è più sinistra” il quale poi apre allo scontro con la compagine renziana che esulta. E’ Gino Venturelli, ex Presidente di Concretamente Sassuolo, oggi consigliere comunale del Partito Democratico il bersaglio di Sighinolfi. Venturelli scrive via telematica – riferito ai 38 che non hanno votato e che sembrano aver intrapreso una linea dura nei confronti delle direttive Pd – “Quindi se questi signori del partito democratico non votano la fiducia, diventano opposizione e e e… Intraprendano un altra strada?”. Sighinolfi replica accusando Venturelli di scarsa fermezza “nn t’ ho fatto dimettere io a suo tempo, dopo che sei andato contro la maggioranza…peró questi qui se ne devono andare? bravo Gino bella coerenza”. Grande motivo di disaccordo fu quello relativo alla scelta del sindaco: Venturelli chiedeva a gran voce le primarie in disaccordo sulla scelta unanime del Partitone locale di candidare l’esperto Pistoni. Escono le crepe di una scelta – quella di Pistoni – che l’ala cattolica del Pd ha subito più che condiviso, una sorta di imposizione al di là della candidatura forte . Esulta l’assessore Giulia Pigoni “Giusto Matteo. Andiamo Avanti”, ironico l’ex segretario Pd Alessio Pecoraro, autore del libro “La Leopolda che non hanno raccontato” che ripercorre le tappe del renzismo che su twitter scrive “I leaders della minoranza dem sono riusciti nel capolavoro di essere minoranza anche della minoranza. #vocazioneminoranza”. Mentre il neo piddino Bettuzzi, inserito da Mesini nella segreteria del Pd, dopo che si era candidato nelle liste di Sassuolo2020 alle ultime elezioni amministrative non usa mezzi termini nel criticare il segretario nazionale “come il peggior Berlusoni. Vergogna”. La scena politica nazionale, relativa a strategie di partito anima il dibattito interno al Pd, sembra accomunare il governare e l’amministrare in un vortice polemico; la solidità del Pd locale non soffre di queste “piccole scaramucce da bar”: il Partitone va avanti dritto e compatto, travolge tutto e tutti. O si sta col Partitone o si è out, non ci sono altre misure…CIMG0958 Nella foto il sindaco Claudio Pistoni con il deputato della Repubblica Matteo Richetti